Io vi salvo perchè vi amo infinitamente

SE AVETE FEDE VENGO E VI PORTO FUORI DAL PERICOLO

 

 

Dice Gesù:
Molte volte non attendo neppure d’esser chiamato quando vedo dei miei figli in pericolo. E molte volte accorro anche per chi è meco figlio ingrato.
Voi dormite o siete presi dalle cure della vita, dalle sollecitudini della vita. Io veglio e prego per voi. Angelo di tutti gli uomini, Io sto proteso su voi e nulla m’è più doloroso del non potere intervenire perché voi negate il mio intervento preferendo fare da voi, o peggio chiedendo aiuto al Male.
Come padre che si vede significare da un figlio: “ Non ti amo. Non ti voglio. Esci da casa mia “, Io resto umiliato e addolorato come non lo fui per le ferite. Ma se appena non mi intimate: “Vattene” e siete solo distratti dalla vita, allora Io sono l’Eterno Vegliante che è pronto a venire prima ancora d’esser chiamato. E se aspetto che so! mi diciate una parola, qualche volta l’aspetto, è per sentirmi chiamare. Che carezza, che dolcezza sentirmi chiamare dagli uomini Sentire che si ricordano che sono il “Salvatore”.
Non ti dico poi che infinita gioia mi penetra e esalta quando v’è chi m’ama e mi chiama anche senza attendere l’ora del bisogno. Mi chiama perchè ama Me più d’ogni altro al mondo e sente empirsi di una gioia simile alla mia solo a chiamare: “ Gesù, Gesù “, come fanno i bambini quando chiamano: “Mamma, mamma” e sembra loro che miele scenda fra le loro labbra, perchè la sola parola “mamma” porta con sé il sapore dei baci materni.
Gli apostoli vogavano (nel lago) ubbidendo al mio comando di andare ad attendermi a Cafarnao. Ed Io, dopo il miracolo (della moltiplicazione) dei pani, m’ero isolato dalla folla non per sdegno di essa o per stanchezza, Non avevo mai sdegno per gli uomini, neppure se erano meco cattivi. Solo quando vedevo calpestata la Legge e profanata la casa di Dio giungevo allo sdegno. Ma allora non ero Io in causa, ma gli interessi del Padre. Ed Io ero sulla terra primo dei servi di Dio per servire il Padre dei Cieli.
Non ero mai stanco di dedicarmi alle folle, anche se le vedevo così ottuse, tarde, umane da far cadere il cuore anche ai più fiduciosi nella loro missione. Anzi proprio perché erano così deficienti moltiplicavo le mie lezioni all’infinito, li prendevo proprio come scolari tardivi e ne guidavo lo spirito nelle rudimentali scoperte e iniziazioni, così come un paziente maestro guida le manine inesperte degli scolari a tracciare i primi segni, per renderli sempre più capaci di comprendere e fare.
Quanto amore ho dato alle folle! Le pigliavo dalla carne per portarle allo spirito. Anche Io cominciavo dalla carne. Ma mentre Satana prende da quella per portare all’Inferno, Io prendevo da quella per portare al Cielo.
Mi ero isolato per ringraziare il Padre del miracolo dei pani. Avevano mangiato in molte migliaia di persone. E avevo raccomandato di dire: “Grazie” al Signore. Ma ottenuto l’aiuto l’uomo non sa dire ‘ grazie “. Lo dicevo Io per loro. E dopo… E dopo m’ero fuso col Padre mio del quale avevo una nostalgia d’amore infinita. Ero sulla terra, ma come una spoglia senza vita. Il mio spirito si era lanciato incontro al Padre mio che sentivo curvo sul suo Verbo e gli diceva: “T’amo, o Padre Santo! “. Era la mia gioia dirgli: “T’amo “. Dirglielo da Uomo oltre che da Dio. Umiliargli il sentimento dell’uomo così come gli offrivo il mio palpito di Dio. Mi pareva di essere la calamita che attirava a sé tutti gli amori dell’uomo, dell’uomo capace dì amare un pochino Iddio, di accumularli e di offrirli nel cavo del mio Cuore. Mi pareva di essere Io solo: l’Uomo, ossia la razza umana, che tornava come nei giorni innocenti a conversare con Dio nel fresca della sera.
Ma per quanto la beatitudine fosse completa poiché era beatitudine di carità, non mi astraeva dai bisogni degli uomini. E avvertii il pericolo dei miei figli sul lago. E lasciai l’Amore per l’amore. La carità deve essere sollecita.

Mi hanno preso per un fantasma. Oh! quante volte, poveri figli, mi prendete per un fantasma, un oggetto di paura! Se pensaste sempre a Me mi riconoscereste subito. Ma avete tante altre larve nel cuore, e questo vi dà il capogiro. Ma Io mi faccio conoscere. Oh! se mi sapeste sentire!
Perché affonda Pietro dopo aver camminato (sull’acqua) per molti metri? Lo hai detto: perché l’umanità gli soverchia, lo spirito.
Pietro era molto uomo. Fosse stato Giovanni non avrebbe né soverchiamente osato né volubilmente cambiato pensiero. La purezza dà prudenza e fermezza. Ma Pietro era “uomo” in tutta l’estensione del nome. Aveva il desiderio di primeggiare, di far vedere che “nessuno” come lui amava il Maestro, voleva imporsi, e solo perché era uno dei miei si credeva già al disopra dalle debolezze della carne. Invece, povero Simone, nelle prove dava delle controprove non sublimi, Ma era necessario perché fosse poi colui che perpetua la misericordia del Maestro fra la Chiesa nascente.
Pietro non solo si fa prendere il sopravvento dalla paura per la sua vita in pericolo, ma diviene unicamente, come tu hai detto, “una carne che trema“.
Non riflette più, non mi guarda più (Pietro che camminava sull’acqua).
Anche voi fate così. E più il pericolo è imminente e più volete fare da voi. Come se voi poteste fare qualcosa! Mai come nelle ore in cui dovreste sperare in Me e chiamarmi vi allontanate, mi serrate il cuore e anche mi maledite.
Pietro non mi maledice. Ma mi dimentica e devo sprigionare imperio di volontà per chiamare a Me il suo spirito: che faccia alzare gli occhi al suo Maestro e Salvatore. Lo assolvo in anticipo dal suo peccato di dubbio perché lo amo, questo uomo impulsivo che quando sarà confermato in grazia saprà procedere senza più turbamenti o stanchezze sino al martirio gettando instancabile, sino alla morte, la sua mistica rete, per portare anime al suo Maestro. E quando egli mi invoca non cammino: volo in suo soccorso e lo tengo stretto per condurlo in salvo.
Mite il mio rimprovero perché comprendo tutte le attenuanti di Pietro. Sono il difensore e il giudice più buono che sia e che sarà mai stato. Per tutti. Vi capisco, poveri figli miei! E se anche vi dico una parola di rimprovero il mio sorriso ve l’addolcisce. Vi amo. Ecco tutto.
Voglio che abbiate fede. Ma se l’avete vengo e vi porto fuori dal pericolo.
Oh se sapesse la Terra dire: “Maestro, Signore, salvami!“. Basterebbe un grido, ma di tutta la Terra, perché istantaneamente Satana e i suoi esecutori cadessero vinti. Ma non sapete aver fede. Vado moltiplicando i mezzi per portarvi alla fede. Ma essi cadono fra la vostra melma come sasso nella melma di una palude e vi giacciono sepolti.
Non volete purificare le acque del vostro spirito, amate esser putrido fango. Non importa. Io faccio il mio dovere di Salvatore Eterno, E se anche non potrò salvare il mondo perchè il mondo non vuole esser salvato, salverò dal mondo coloro che per amarmi come devo esser amato non sono più del mondo.

 Da "Il Poema Dell’Uomo-Dio – L’Evangelo come mi è stato rivelato" di Maria Valtorta
vol. 4, cap. 138, Ed. CEV

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4 responses to “Io vi salvo perchè vi amo infinitamente

  • Anonimo

    ogni giorno tramite Maria raggiungo mentalmente Gesu’ e mi confido con lui e solo dopo questo passaggio nella mia giornata torna la pace. Gesu’ sei tu la nostra unica salvezza insieme a nostra madre del Cielo Maria, e tutti Voi che ci guardate da lassù’. Salvateci sempre quando ci ricordiamo di Voi, ma anche quando siamo distratti stateci vicino, abbiamo tanto bisogno!!!!

  • IMMA

    è bellissimo ed è tutto vero!! se chiudo gli occhi mi sembra sentire la sua voce…… aiutami ho bisogno di te!!!

  • chiara

    è veramente bello,mi sembra quasi di sentirlo parlare.

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