Cap. 9

CAPITOLO 9

(La vita di Maria secondo le rivelazioni di A. K. Emmerick)

 

 

119 – Maria Santissima accompagna Gesù al tempio di Gerusalemme

Nella casa di Nazareth c’erano tre stanze. Quella più grande e comoda era della Santa Vergine e fungeva anche da oratorio per la preghiera comune della Santa Famiglia. Durante la giornata essi erano raramente insieme. Giuseppe lavorava nella sua stanza adattata a piccola officina; lo vidi levigare dei pezzi di legno, talvolta Gesù l’aiutava. Maria era occupata col ricamo e il cucito, vicino aveva sempre un cestino. Ognuno dormiva nella sua stanza. Vidi Gesù mentre aiutava i suoi genitori oppure pregava e si ritirava in meditazione. Egli era divenuto un modello per tutti i fanciulli di Nazareth. Gesù aveva una figura slanciata, esile e delicata, un visetto ovale; nonostante godesse ottima salute aveva un colorito pallido. I suoi capelli castano-biondi gli scendevano sulla fronte ed erano lunghi fin sulle spalle. All’età di otto anni, accompagnato dalla Santa Madre e dal mite Giuseppe, si recò per la prima volta al tempio di Gerusalemme; da allora così fecero ogni anno. Già in quella prima occasione il piccolo Gesù attirò l’attenzione degli scribi e dei farisei. Vidi poi il divino Adolescente all’età di dodici anni, assiso su di un alto seggio e circondato da molti Giudei e anziani che indossavano vesti sacerdotali. Tutti ascoltavano con attenzione il piccolo Maestro, non pochi però erano sdegnati contro di Lui. Gesù parlò anche di astronomia, architettura, geometria, matematica, giurisprudenza, tutto applicato alla Legge celeste, alla promessa messianica, alle profezie e ai ministri del culto. Gesù discuteva e insegnava in questo modo già da qualche ora, quando entrarono nel tempio Maria e Giuseppe molto preoccupati; la santa Coppia chiese notizie del divino Adolescente ai leviti che lo conoscevano. Allora Gesù, avvertito da uno di questi, lasciò l’aula e si recò dov’era atteso. Giuseppe taceva, invaso dal-l’ammirazione, ma udii la Santa Vergine rimproverare bonariamente Gesù in questo modo: "Figlio mio, perché ci hai fatto questo? Io e tuo padre ti abbiamo cercato molto addolorati e preoccupati…" Gesù così Le rispose: "Perché cercarmi? Non sapevate che devo interessarmi alle cose del Padre mio?".

120 – La morte di Giuseppe

Il Redentore aveva compiuto trent’anni ed era florido, invece Giuseppe invecchiava sempre più e deperiva. Vidi spesso la Santa Vergine e Gesù avvicinarsi a lui per recargli conforto. La dolce sposa gli teneva compagnia seduta accanto al suo giaciglio. Quando Giuseppe entrò in agonia, la Vergine sostava al suo capezzale mentre Gesù adagiò la testa sul petto di lui. Vidi la stanzetta del santo moribondo inondata di luce e gremita di Angeli. Poi la salma di Giuseppe, con le braccia congiunte sul petto, fu avvolta tra bianche lenzuola e collocata dentro un angusto feretro che fu deposto in una decorosa grotta sepolcrale, donata alla Santa Famiglia da una persona generosa. Oltre a Gesù e a sua Madre, pochi altri addolorati accompagnarono il feretro. Ammirai un radioso stuolo di Angeli che accompagnavano il corteo funebre, circondando la salma del buon Giuseppe. Certamente Egli morì prima di Gesù perché non avrebbe potuto sopportare la crocifissione del Figlio tanto amato. Il buon marito di Maria Santissima aveva sofferto molto in conseguenza delle continue insidie dei Giudei tese contro il Redentore. Quegli empi manifestavano il loro odio vociferando che il "figlio del falegname" pretendeva di saper tutto. Erano pieni d’invidia e di odio perché Gesù aveva molto seguito tra i giovani ed impugnava spesso la dottrina e gli insegnamenti dei farisei. Il Signore sopportò con grande pazienza, fin dalla più giovane età, queste persecuzioni e la Santa Vergine con Giuseppe soffrivano non poco di fronte a queste avversità. Era chiamato dai farisei "vagabondo" perché spesso passeggiava con i suoi seguaci a Gerusalemme nei giorni di festa. Dopo la morte di San Giuseppe, Gesù e la Santa Madre, per vivere tranquilli si trasferirono in un luogo remoto fra Cafarnao e Betsaida. In questo luogo Levi di Cafarnao, che tanto amava la Santa Famiglia, aveva messo a loro disposizione una casetta e alcuni domestici. Piena d’amore per suo Figlio, vidi la Santa Vergine che lo accompagnava in alcuni viaggi. Numerose persone e conoscenti trovavano conforto solo ad incontrare lo sguardo della Madre di Dio; parecchi la confortarono per la perdita del santo consorte.

121 – Le visioni di Maria "la silenziosa" sulla Santa Vergine

A circa trent’anni, Gesù partì da Cafarnao diretto a Ebron. Attraversò belle regioni avvicinandosi ai bagni caldi di Emmaus. Giunto a Betania, Gesù si recò da Lazzaro che possedeva una grande casa, orti e giardini. La sorella Maria stava in un’altra abitazione. Lazzaro era molto amico della Santa Famiglia; aveva soccorso anche Giuseppe e Maria con molte offerte e aiutò sempre la comunità cristiana. Lazzaro, divenuto giudeo, osservava la legge. Aveva otto anni più di Gesù. Egli possedeva un terreno dalla parte della città prospiciente il monte Sion, aveva ceduto al tempio la maggior parte dei suoi possedimenti. Il suo podere a Betania era molto esteso: comprendeva giardini, terrazze e pozzi ed era circondato da un doppio fossato. La famiglia di Lazzaro era a conoscenza delle profezie di Simeone e di Anna. Dei quindici figli avuti dai genitori di Lazzaro, soltanto quattro sopravvivevano al tempo della predicazione di Gesù: oltre a Lazzaro, v’erano Marta, due anni più giovane di lui, Maria "la si-lenziosa e piu giovane di Marta, poi Maria Maddalena, la più giovane della famiglia. La "silenziosa" era considerata a torto poco intelligente, ma invece era molto saggia e accetta a Dio. Non ènominata nel Vangelo. La "silenziosa" trattava sempre di argomenti celesti, come se vedesse, e fosse continuamente in contatto col Cielo; prestava quindi molta attenzione alle parole del Maestro Divino, perché Egli le parlava del suo Padre Onnipotente. La "silenziosa" mai fissava Gesù frontalmente, ma solo da un lato. Sembrava che non vivesse più sulla terra ma nel mondo dello Spirito Divino; per questo la conversazione con Maria era in sostanza solo una lode e una preghiera a Dio, una manifestazione di misteri divini. Ricordo che parlava dell’Incarnazione di Cristo come se la contemplasse nell’adorabile Trinità. La sua conversazione era misteriosa, parlava come se avesse delle visioni che le scorrevano dinanzi agli occhi: "Il Padre disse al Figlio di scendere sulla terra per incarnarsi in una Vergine Madre. A tale annuncio gli Angeli esultarono di gioia specialmente quando l’arcangelo Gabriele fu inviato dalla Vergine a portarLe la buona Novella". Maria "la silenziosa" parlava del celeste Messaggero come se lo vedesse: lo descrisse come chi assiste allo svolgersi di una processione. Poi sembrò che vedesse dinanzi ai suoi occhi l’arcangelo Gabriele disceso per annunziare l’Incarnazione del Verbo ed esortare Maria Santissima ad accettare la divina maternità. Maria disse che la Santa Vergine aveva riflettuto bene prima di rispondere perché doveva osservare il voto di verginità. Se avesse rifiutato di aderire all’invito Celeste allora non sarebbe più stata possibile l’Incarnazione e per molto tempo ancora Israele avrebbe dovuto sospirare il Messia. La "silenziosa" lodò la Santa Vergine e parlò della nascita di Gesù come se si rivolgesse al Neonato Divino: "O Bambino! Tu devi mangiar burro e miele". Poi riferendosi al presente aggiunse: "Ora, o mio Gesù, comincia il tuo cammino sulla via dolorosa!". Vidi che mentre parlava in questo modo lei era assente dal corpo, come se conversasse con persone invisibili agli occhi umani. Gesù la interruppe per pregare e lodare il suo Padre Celeste. Quando il Salvatore lasciò "la silenziosa", ella rimase dapprima estatica; poi si ritirò lentamente nel suo appartamento. Gesù ritornò da Lazzaro e Marta dicendo loro che l’anima di Maria non apparteneva più a questo mondo. Disse pure che lei era felice perché si trovava in uno stato d’impeccabilità. "La silenziosa" non aveva parlato ad alcuno come aveva fatto col Redentore; pregava molto e soffriva per i peccati del mondo. Per mezzo di una visione tremenda, partecipò in anticipo ai dolori e alla prossima Passione di Gesù. Allora ne fu talmente sconvolta e addolorata che lasciò per sempre questa terra.

122 – Maria Santissima, "l’Arca misteriosa dell’Alleanza" Il commiato di Gesù dalla Madre Santissima ed il Battesimo

Vidi Gesù conversare cordialmente con il vecchio Eliud, il fratello di Zaccaria, amico della Santa Famiglia. Gli era stata affidata la custodia della casetta di Nazareth durante l’assenza della Santa Vergine. Eliud chiese a Gesù notizie intorno alla sua missione e allora il Salvatore affermò di essere Lui il promesso Messia e dichiarò che Maria, sua Madre, era "l’Arca misteriosa dell’Alleanza". Questi allora domandò a Gesù come mai fosse comparso solo in questi tempi e non prima; il Signore rispose che doveva nascere da una Vergine concepita senza la colpa originale; e finora nessuno, da Adamo fino a quel tempo, aveva ricevuto il privilegio goduto da Gioacchino ed Anna. Poi il Messia espose tutti gli impedimenti e le difficoltà che avevano causato il ritardo della sua venuta sulla terra.

La Visione del commiato di Gesù dalla Santa Madre.

Ebbi poi una visione in cui vidi Gesù accomiatarsi dalla Santa Madre: Egli le disse che il suo cammino stava per cominciare e che sarebbe andato a farsi battezzare da Giovanni; poi l’avrebbe di nuovo riveduta presso Samaria e infine si sarebbe internato nel deserto. Il Redentore, dopo aver assicurato la Santa Madre del suo amore eterno per Lei, Le rivelò che ormai apparteneva a tutta l’umanità affinché si compisse la sua missione sulla terra. Gesù chiese perciò alla Madre di fare il sacrificio di lasciarlo andare, così l’Eterno Padre l’avrebbe ricompensata con regale generosità. il Redentore soggiunse che era prossima ad avverarsi la predizione di Simeone, secondo la quale una spada Le avrebbe trapassato il cuore e l’anima. A questa dichiarazione vidi la Vergine diventare mesta e pensosa, ma si rassegnò subito alla Volontà di Dio. Gesù Le si manifestò, per questo suo sacrificio, amorevole e riconoscente. Quindi partì con Lazzaro verso Gerico per ricevere il battesimo da Giovanni. Dal Battista, sulle rive del Giordano, giungevano da ogni parte turbe di Giudei e di pagani. Lo stesso Erode aveva mandato i suoi incaricati per osservare la cosa. Giovanni, parlando ai suoi discepoli in merito all’imminente battesimo del Messia, disse tra l’altro: "Voglio indicarvi il luogo in cui Egli sarà battezzato". "Osservate laggiù: le acque del Giordano si divideranno e si formerà un’isola!". Appena egli pronunciò quelle parole, proprio in quell’istante le acque del fiume si divisero in due correnti e dalla biforcazione di esse sorse un’isoletta tondeggiante e biancastra. Era lo steso luogo attraverso il quale i figli d’Israele erano passati con l’Arca dell’Alleanza e dove Elia aveva diviso con il suo manto le acque. A quel fenomeno, gli astanti assai toccati nello spirito, pregarono per ringraziare Dio. Poi costruirono un ponticello per passare su quell’isoletta, la quale fu recintata da dodici alberi. Gesù stava tra gli ascoltatori e Giovanni che si era già accorto della sua presenza, si mostrava soddisfatto. Poi riprese a battezzare. Dopo che battezzò per tutta la mattinata, anche il Salvatore si avvicinò a lui. Allora il Battista s’inchinò a Gesù e disse: "Io devo essere battezzato da Te e Tu vieni a me?". Il Redentore rispose: "Lascia che adesso si faccia ciò! È necessario che si compia la volontà del Padre mio: che tu mi battezzi e che Io sia battezzato da te. Ma tu riceverai il Battesimo dello Spirito Santo e del sangue". Intanto Giovanni teneva con la destra un piccolo recipiente con tre aperture dalle quali usciva l’acqua, che versò sulla testa del Salvatore. Una parte dell’acqua Gli cadde sul viso; un’altra parte sul centro della testa e la terza sul lato posteriore. Mentre l’acqua scorreva sul Corpo di Gesù, il Battista pronunciò queste parole: "Jeova, per mezzo dei Serafini e dei Cherubini, estenda la sua benedizione su di Te con scienza, fortezza e intelligenza Poi, mentre Gesù usciva dall’acqua, i suoi discepoli, Andrea e Saturnino, lo velarono con un drappo affinché si asciugasse, quindi Gli porsero la sua tunica bianca. Mentre il Salvatore si tratteneva in orazione sulla pietra, la voce dell’Altissimo scese su di Lui. Si udì allora una raffica di vento, subito seguita da un colpo di tuono, gli astanti guardarono verso l’alto timorosi e videro una figura candida e luminosa discendere dal Cielo. La figura alata scese sopra Gesù e scorsi il Cielo aperto, dove appariva il Padre Celeste. Contemporaneamente udii una voce: "Questo è il mio Figlio diletto, sul quale ripongo la mia compiacenza!" Allora vidi Gesù tanto circonfuso di luce che lo si poteva appena guardare. Il suo viso era radioso e diafano. Gli Angeli numerosi Gli aleggiavano intorno. Sulle acque del Giordano scorsi però, a una certa distanza, Satana. Egli emergeva da una nube oscura da dove agitava una caotica moltitudine di esseri ripugnanti. Essi rappresentavano le potenze malefiche dell’inferno e tutto il male sulla terra, quanto vi era di peccaminoso e di orrido nel mondo fuggiva per la presenza dello Spirito Santo. Così lo Spirito di Dio si era manifestato, davanti alla gente, su Colui che doveva essere pietra viva della Chiesa.

123 – Gesù visita i luoghi del presepe Appare alla Santa Vergine

Vidi il Redentore camminare nella valle dei pastori. Gli abitanti dei dintorni sapevano già del suo arrivo. Essi lo videro con gioia discendere dalla montagna radioso di luce. Allora i pastori mostrarono al Salvatore il tesoro che era stato loro regalato dai re Magi. Chiesero poi consiglio a Gesù se bisognava portarlo al tempio, ma Egli rispose che conveniva conservarlo per la comunità religiosa che sarebbe divenuta il nuovo tempio di Dio. Soggiunse che, un giorno, su quel luogo sarebbe sorto un santuario. Quando poi il Redentore fu accompagnato dai pastori alla Grotta del Presepio, vide che questa era diventata un luogo di preghiera. Le sue pareti erano tappezzate con alcune gualdrappe dei Magi e al suolo si vedevano distesi stupendi tappeti di vari colori e con vaghi ornamenti raffiguranti piramidi e torri. Gesù indicò ai pastori il luogo preciso in cui era venuto alla luce e confidò loro che il suo Padre Celeste aveva predestinato fin dall’inizio dei tempi quel luogo per la Nascita del Messia. Il Redentore assicurò i pastori che Egli stesso avrebbe visitato e benedetto tutti i luoghi dove erano passati i suoi Genitori. Gesù desiderava inoltre visitare quanti li avevano benevolmente aiutati perché voleva ricompensarli con benedizioni e grazie. Vidi poi il Salvatore procedere da solo verso il Mar Morto; quando lo vidi era distante circa due ore di cammino da esso. Attraversò una regione silvestre che segnava il confine del territorio di Erode, e da dove era passata la Santa Famiglia durante la fuga verso l’Egitto. Intanto il Sinedrio di Gerusalemme20 aveva appostato ovunque spie ingaggiate a pagamento, le quali dovevano riferire tutti i movimenti di Gesù. il Sinedrio era composto di settantuno membri, tra scribi e sacerdoti. Dai registri genealogici, costoro sapevano che Maria Santissima e Giuseppe. erano discendenti di Davide, che inoltre la madre della Santa Vergine era della tribù di Aronne. I membri del Sinedrio erano dell’opinione congiunta che quelle famiglie erano decadute e Gesù, nel frequentare ogni tipo di gentaglia e peccatori, le aveva disonorate. Il Consiglio fu quindi concorde nell’accusare Gesù come istruito dal demonio. Vidi però che alcuni membri si mantenevano segretamente sinceri amici di Gesù senza manifestarlo. Durante il periodo in cui il Signore si ritirò nel deserto e digiunò per quaranta giorni, la Santa Vergine mai fu priva di visioni del suo Figliolo; Maria racchiudeva nel suo cuore materno teneri sentimenti di compassione. Vidi il Salvatore apparire alla Madre a Cana per confortarla e rivolgerle parole di consolazione. Maria Santissima, durante i primi digiuni del Figlio divino, abitava una casa vicino a Cafarnao. Alla fine dei quaranta giorni andò a Cana di Galilea con i genitori di una sposa cananea. In quel tempo Maria "la silenziosa" era ancora viva, vidi che riceveva da un Angelo alimenti Celesti; si nutriva soltanto con questi alimenti e contemplava le sofferenze e le tentazioni del Maestro divino nel deserto.

124 – Maria Santissima alle nozze di Cana

Tra i parenti e gli amici della Santa Famiglia c’era pure chi faceva osservare che "Maria, la Madre di Gesù, rimasta vedova, era sola e quasi abbandonata". Perciò Gesù volle assistere alle nozze di Cana per testimoniare il suo amore filiale alla buona Mamma. Vidi la Santa Vergine che collaborava ai preparativi del banchetto nuziale, e Gesù che si era impegnato a provvedere il vino ai convitati; così si spiega la sollecitudine di Lei quando lo vide mancare. Il divin Maestro aveva invitato al banchetto anche Lazzaro e Marta. Lo stesso Lazzaro doveva provvedere il vino ai convitati e ciò era noto soltanto alla Santa Vergine. Gesù aveva fiducia nell’amico Lazzaro e gli era riconoscente per quanto riceveva da lui. Lazzaro era felice di dare e perciò divenne il tesoriere della comunità cristiana; delicato nell’aspetto e nel carattere, amava il Maestro Divino e procurava che mai gli mancasse qualcosa. Gesù, oltre al vino, si era interessato anche di provvedere alcuni alimenti speciali, come uccelli di varie specie, verdura e frutta. A tutto aveva già ben provveduto. Veronica aveva portato da Gerusalemme una cesta di bellissimi fiori e un vassoio molto appariscente colmo di confetteria. Gesù era il re della festa e teneva desta la conversazione con argomenti importanti e di pratico giovamento. Non rifuggiva la moderata esultanza e, durante il banchetto, parlava assai saggiamente attirando su di Sé l’attenzione di tutti i commensali. Nel raccoglimento di quella sala della sinagoga, dove si trovavano i convitati, il Maestro Divino parlò delle oneste soddisfazioni, della serena allegria, del matrimonio, della continenza, della purezza e delle nozze spirituali. Lo sposalizio era stato celebrato alla presenza dei sacerdoti nella sinagoga. Gli anelli nuziali erano doni della Vergine, nelle cui mani Gesù li aveva benedetti. Nell’assistere a questa cerimonia rimasi molto ammirata. Un sacerdote aveva ferito l’anulare sinistro dei promessi coniugi. Lo sposo aveva lasciato cadere due gocce di sangue e la sposa una sola dentro un’anfora piena di vino, che poi era stato da loro bevuto. Quando la cerimonia ebbe termine, gli sposi furono ricevuti da Gesù e ognuno di essi senti lo sguardo profondo di Lui nella propria anima. il convito nuziale era imbandito dentro una sala assai lussuosa. Gesù sedeva al centro della mensa al posto d’onore tra Israel, padre della sposa, e Lazzaro. A una mensa più vicina sedevano i discepoli e gli altri invitati. Le donne occupavano altri posti, in modo che potessero ascoltare le parole del Maestro Divino. Quando si portarono a tavola le vivande, fu presentato a Gesù un agnello arrostito che aveva le gambe legate in forma di croce. Sentii che il Messia dava una spiegazione spirituale a tutti i particolari del banchetto, parlò anche della lodevole giocondità che regnava là dentro. Disse che un arco non doveva restar sempre teso. Ma specialmente quando divise l’agnello, espose ammirabili verità: disse che quanti volevano seguire l’Agnello dovevano eliminare l’affetto carnale verso i parenti, morire alle passioni, separarsi dai membri della famiglia e convertirsi così in un alimento di unione con l’eterno Padre per mezzo dell’Agnello. Mentre il banchetto proseguiva cominciò a mancare il vino. Allora la Santa Vergine si avvicinò rispettosamente al Figliolo Divino per ricordargli che Egli aveva promesso di provvedere al vino. Ma Gesù che in quel momento parlava del suo celeste Padre, rispose: "Donna, non preoccuparti… La mia ora non è ancora venuta". Gesù aveva detto "Donna" e non Madre, perché come Messia e Figlio di Dio, Egli compiva una misteriosa missione davanti ai discepoli tra i quali dominava per la sua divina grandezza. In quella circostanza il Salvatore operava come Verbo incarnato: voleva dire che, in quel momento, era più Figlio di Dio che Figliolo della Vergine Madre. La buona Mamma svolgeva tuttavia la sua parte di mediatrice nel far notare al diletto Figliolo la mancanza del vino. Ma il vino che Gesù voleva dare era molto superiore a quello naturale, poiché si riferiva al mistero di questa bevanda tramutata nel proprio sangue. Perciò aveva detto: "La mia ora non èancora venuta…" primo per dare il vino promesso, secondo per mutare l’acqua in vino e terzo per convertire il vino nel sangue suo. Dopo quella risposta, la Vergine non si manifestò più preoccupata per la mancanza del vino. Vidi allora Maria Santissima rivolgersi ai servi e dire: "Fate quanto Egli vi dirà!". Poco dopo, Gesù disse ai servi medesimi che preparassero alcuni recipienti vuoti. Essi li portarono: erano tre per l’acqua e altrettanti per il vino: recipienti di terracotta, di notevole capacità e pesanti. Perciò ognuno di essi, se riempito, doveva essere trasportato da almeno due persone. Allorché quelle idrie, riempite d’acqua fino all’orlo, furono presentate al maggiordomo, Gesù le avvicinò, le benedisse, sedette e poi disse: "Distribuite il contenuto, ma prima fatelo assaggiare al maestro di tavola". Dopo che il maestro di tavola ebbe assaggiato il vino, si presentò allo sposo e gli disse: "È usanza dare il vino migliore all’inizio del banchetto e riservare il più scadente alla fine. Invece ora si fa diversamente". Quando quel prodigio fu chiaro ai commensali, tutti ne rimasero meravigliati. A tal riguardo, Gesù insegnò molte verità: che come l’acqua si era cambiata in un eccellente vino, così la tiepidezza di spirito doveva cambiarsi in generosità e in un ardente zelo. Soggiunse che, durante l’ultima Pasqua della sua vita mortale, il vino si sarebbe convertito in sangue e il pane in carne; così Egli sarebbe rimasto con i mortali per rafforzarli e sostenerli fino alla fine dei tempi. Dichiarò inoltre che si sarebbero manifestate in Lui meraviglie attualmente incredibili. Notai che quanti gustavano quel vino restavano assorti in nuovi e profondi pensieri. Ricevevano da questo vino forza interiore, mentre i loro sentimenti divenivano più nobili e benevoli. Perciò i convitati che bevvero quel vino prodigioso si sentirono più buoni. Il miracolo del vino fu il primo della predicazione pubblica di Gesù.

125 – La missione di Gesù – L’aspetto fisico della Madonna

Vidi il Redentore intrattenersi con sua Madre informandola dei suoi futuri viaggi: che cioè si sarebbe recato prima al Giordano, poi a Gerusalemme per la Pasqua. Infine le disse che avrebbe scelto gli Apostoli per iniziare apertamente la sua vita pubblica. Le spiegò in qual modo Lei e le pie donne avrebbero potuto sostenere la sua missione. Quindi Gesù si avviò verso il Giordano con otto discepoli. In-tanto la gente diceva che Egli completava gli insegnamenti del Battista perché esponeva la sua dottrina con maggior chiarezza del precursore. Gesù frattanto insegnava che non si doveva cercare il Messia tra i grandi e i potenti, ma fra i piccoli e i poveri. Il Signore si recò alla casa di Giairo, in Phassael, dove una figlia defunta di costui stava per essere trasportata alla sepoltura tra le lacrime dei familiari. Giunto a quell’abitazione, il divino Taumaturgo fece togliere le bende alla salma e, dopo averla presa per una mano, le ordinò di alzarsi; era un’adolescente di circa sedici anni. Non era stata una buona figliola e non amava il padre, lo criticava perché aiutava i poveri. Gesù la risuscitò non solo fisicamente, ma anche spiritualmente. Ella cambiò vita e, più tardi si associò alle pie donne. Dovunque il Redentore giungeva, suscitava uno straordinario entusiasmo. Lo si invocava e alcuni si prostravano ai suoi piedi per baciarglieli. Ma quando gli assembramenti popolari finivano per diventare tumulti, Gesù preferiva scomparire. Chiunque lo toccava guariva o migliorava fisicamente e acquisiva nuove dimensioni spirituali. Vidi Gesù che, dopo aver camminato per tutta la notte, giunse all’alba a Cafarnao dove abitava la sua diletta Madre. Vi erano con Lei la sposa delle nozze di Cana e altre donne. La Vergine abitava una casa abbastanza ampia e non era mai sola; viveva della generosità di persone amiche. Si occupava, come faceva da anni, di lavori di filato e di cucito, si dedicava inoltre alle sante letture. Trascorreva il resto del tempo nella preghiera e occupandosi di consolare persone desolate che ricorrevano a Lei, per imparare a trasformare con la rassegnazione le loro pene in altrettanti meriti. Talvolta vidi la Santa Vergine trepidare timorosa per il tumulto che si faceva intorno al suo diletto Figlio. Temeva per la gelosia, l’invidia e l’odio suscitati contro di Lui da parte dei malvagi a causa degli insegnamenti ed i prodigi operati da suo Figlio ed il suo cuore tremava di fronte al pericolo per Gesù. La Santa Vergine soffriva nell’apprendere certi mormorii e critiche ingiustificate che numerosi invidiosi facevano nei confronti di Gesù, invece di tributarGli il meritato amore e rispetto. La Madonna soffriva anche perché certi denigratori, che non osavano criticare direttamente il Signore, esponevano le loro infondate mormoràzioni a sua Madre. Durante quell’incontro, Gesù informò la Santa Vergine che era giunto per Lui il tempo di lasciare la Giudea perché dopo le feste pasquali la sua presenza avrebbe suscitato interessamento e tumulti. Vidi allora il Salvatore abbracciare la cara Madre. Quando Gesù si trovava insieme ad altre persone, si limitava a dar la mano alla Vergine e s’inchinava per salutarla amorevolmente. La Madonna aveva in questo tempo un aspetto giovanile e lineamenti delicati: la fronte spaziosa, il naso regolare, gli occhi grandi ma quasi sempre socchiusi per modestia, la bocca rosea e molto simpatica, la carnagione era lievemente bruna mentre le guance erano rosee e vellutate.

126 – Morte di Maria "la silenziosa" Il ritratto miracoloso – "La Porta della Sposa"

Vidi il Divin Taumaturgo guarire una decina di storpi e alcuni muti. I graziati parlarono delle prodigiose guarigioni e si mostrarono alla folla. Allora, poiché il popolo si entusiasmava in modo sempre maggiore ed innalzava il Messia, dopo il sabato i farisei Lo cercarono per arrestarlo, ma a casa di Maria di Marco21 non lo trovarono. Imposero allora alle pie donne di lasciare la città. Esse dunque si ritirarono nella casa di Marta a Betania. Qui viveva "la silenziosa" gravemente ammalata. Ella morì così tra le braccia della Santa Vergine, di Marta e delle altre pie donne giunte da poco. All’alba, Gesù si avviò con Nicodemo all’abitazione di Lazzaro sul monte Sion, dove giunse anche Giuseppe d’Arimatea. Davanti al Maestro Divino vidi inchinarsi per riverirlo Nicodemo e Giuseppe, poiché lo riconoscevano quale Uomo straordinario. Essi s’impegnarono inoltre a seguirlo fino alla morte. Quando giunsero lassù anche gli altri discepoli, Gesù insegnò a tutti come avrebbero dovuto comportarsi nell’avvenire. Poi si congedarono commossi e ognuno prese la sua strada. Da Betania il Nazareno si diresse al battistero, presso Ono, dove erano riuniti i discepoli e molta gente. Mentre il Salvatore parlava alle masse lì radunate, fu scorto da uno straniero accompagnato da sei persone: era un inviato del re di Edessa, Abgaro, molto ammalato. Il messo portava regali e uno scritto del sovrano, in cui si pregava il Santo Taumaturgo di andare a guarire l’infermo. Quel nunzio, perché pittore, aveva l’ordine di fare il ritratto del Nazareno se non lo avesse potuto avvicinare. I doni consistevano in alcuni agnellini, in parecchi drappi preziosi e in diverse placche d’oro. Intanto da lontano il messaggero contemplava Gesù con ammirazione, perché voleva ritrarre il viso di Lui. Teneva davanti a sé una tavoletta liscia di bosso, sulla quale dapprima incise con il punteruolo i tratti del volto, della testa e la barba del Nazareno; poi spalmò sulla stessa tavoletta uno strato di cera, sulla quale cerca d’imprimere una forma umana con le dita, ma presto si convinse che il bassorilievo non riusciva conforme all’originale. Gesù incaricò allora un discepolo di condurre da Lui il messo reale. Così poco dopo avvenne l’incontro. L’inviato del re vestiva similmente ad uno dei Magi: con il braccio sinistro portava la tavoletta come uno scudo e con la destra Gli porse la lettera del sovrano. Il messo cadde in ginocchio davanti al Salvatore e dopo un profondo inchino gli disse: "Sono il tuo servo e suddito del re Abgaro di Edessa, il quale è ammalato. Egli Ti manda questo messaggio e Ti prega di gradire i suoi doni". il Redentore rispose che gradiva la buona volontà del re, incaricò quindi i discepoli di distribuire i doni ai poveri. Sulla lettera indirizzata al Santo Taumaturgo, il re scrivente dichiarava fra l’altro: "Poiché Tu sei così potente da risuscitare perfino i morti, Ti prego di venire alla mia reggia per guarirmi dal morbo che mi affligge". Allora il Salvatore scrisse sulla stessa pergamena tracciando con un punzone alcuni caratteri di risposta; poi si fece portare un recipiente d’acqua per lavarsi il viso, quindi si passò sulla faccia un asciugatoio di lino che cedette al messaggero. Costui, appena distese il tessuto su un’asticella di legno, potè ammirare un perfetto ritratto del Salvatore. Entusiasta di questo capolavoro, il messo-pittore si gettò nuovamente ai piedi del Nazareno mostrando il ritratto agli astanti che ne rimasero stupiti. Dopo aver ringraziato di cuore il Nazareno, il messaggero se ne andò lieto col suo seguito stringendo al cuore il ritratto e la risposta destinata al suo sovrano. il messo partì e giunse in una città dove vi trascorse la notte. All’alba alcune persone notarono la sua stanza radiosamente illuminata. La luce aveva origine dal ritratto di Nostro Signore. Attirata da quel fenomeno accorse molta gente, allora il messo-pittore mostrò a tutti il ritratto luminoso come un sole. Ansioso di apprendere la notizia, il re Abgaro andò incontro al messo. Quando ammirò il ritratto di Gesù e lesse la risposta del Salvatore, si sentì commosso in tutto il corpo e guarì. Avvenne allora un mutamento nello spirito di costui: egli cambiò subito il suo modo di vivere e licenziò le donne con le quali commetteva peccato. Dopo la morte di Abgaro e di suo figlio, il ritratto di Gesù, sempre venerato dal pubblico, fu nascosto da un pio vescovo in un muro davanti al quale ardeva una lampada. Molto tempo dopo venne ritrovato perché la miracolosa immagine aveva permeato il muro che la ricopriva. Alla sinagoga di Gennebris, Gesù disse tra l’altro che nessuno sarebbe entrato nel suo Regno se non per lo stretto cammino e attraverso la Porta della Sposa. Come poi mi fu spiegato, "la Porta" simbolizza la Vergine e la Chiesa: in questa siamo rinati attraverso il Battesimo e dalla Vergine nacque lo Sposo che ci condurrà a Dio. Le parole di Gesù sulla croce quando proclamò la Santa Vergine "Madre di Giovanni", e costui figlio di Lei, hanno un misterioso significato strettamente in relazione alla risurrezione del Redentore.

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/visioni/emmerick///lavitadellamadonna/index.php

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