Cap. 12

CAPITOLO 12

(La vita di Maria secondo le rivelazioni di A. K. Emmerick) 

 

152 – L’ultima Via Crucis della Santa Vergine L’arrivo degli Apostoli

Comunicazioni della Veggente la mattina del 9 agosto 1821.

Vidi la Santa Vergine debole, pallida, febbricitante, eppure senza rughe e anche senza alcuna traccia di invecchiamento. Sembrava solo ansiosa di ricevere la sua trasfigurazione per raggiungere suo Figlio in Cielo. Era molto magra e dava l’impressione di uno spirito. Non l’ho mai vista ridere, ma sorridere in modo commovente. Indossava la veste che aveva portato durante la Crocifissione del Signore, la quale sembrava avvolgerla nel manto di dolore e di eterna preghiera. Quando ne ebbi la visione, Ella percorreva per l’ultima volta la Via Crucis di Efeso con cinque altre pie donne della colonia cristiana, tra le quali la nipote di Anna, la profetessa, e la vedova Mara, nipote di Elisabetta. Ho percorso con loro la Via Crucis di Efeso. La Santa Vergine precedeva il gruppo pallidissima in volto, indescrivibile nella maestà del suo aspetto. Vidi poi le cinque pie donne accomiatarsi da Lei, piangendo e pregando, profondamente commosse. Maria Santissima non prendeva quasi più cibo perché era con lo spirito già morta alla vita terrena. Mentre la Madonna percorreva quella Via, Giovanni, Taddeo e Pietro, sentendo la sua fine prossima, erano gia giunti a casa sua. Vidi Maria distesa sul lettino basso e stretto, nella sua stanza tutta bianca; la sua testa riposava sopra un cuscino rotondo. La testa e la faccia erano avvolti in un lungo panno; il corpo era coperto con una coperta nera. Quella santa morte tanto invocata era prossima. Prossimo il suo congiungimento con l’amato Figlio. Sei Apostoli erano riuniti: Pietro, Andrea, Giovanni, Taddeo, Bartolomeo e Mattia. Vi era anche uno dei sette diaconi, il buon Nicanone, uomo sempre pronto a rendersi utile al prossimo. Gli Apostoli pregavano insieme nell’oratorio, nella parte anteriore della casa.

153 – Il rito degli Apostoli

L’epoca in cui la Chiesa commemora la morte di Maria Santissima è giusta, ma non tutti gli anni cade nello stesso giorno. Oggi ho visto arrivare altri due Apostoli; avevano le vesti rialzate ed assicurate alla cintura, come fanno i viaggiatori. L’uno è Giacomo il minore, l’altro Matteo, il fratello adottivo. Ieri sera e pure questa mattina, ho veduto gli Apostoli riuniti nell’oratorio della casa di Maria. Per quest’occasione avevano scostato in parte le pareti mobili di vimini che suddividevano la grande sala anteriore in molte celle. L’altare consisteva in un tavolo coperto dei panni cultuali (bianco e rosso). Quando gli Apostoli volevano celebrare il rito religioso, questo tavolo veniva trasportato alla destra del focolare ed appoggiato al muro; allorché la cerimonia era conclusa, il tavolo veniva riposto al suo posto d’origine. Dinanzi all’altare vi era un piedistallo ricoperto su cui stavano i rotoli dei Sacri Scritti. I lumi ardevano al di sopra dell’altare sul quale si trovava un vaso a forma di croce, fatto di materia brillante, simile alla madreperla: era largo appena un palmo di larghezza e di lunghezza, conteneva cinque scatole chiuse da coperchi d’argento. La scatola centrale racchiudeva il Santissimo Sacramento; le altre contenevano crisma, olio, sale ed altri oggetti benedetti. Nei loro viaggi gli Apostoli portavano questa croce-contenitore sospesa sul petto, sotto la tunica. Essi portavano così qualcosa di più prezioso del misterioso sacro oggetto dell’antica Alleanza che riposava sul petto del sommo sacerdote degli Ebrei. Se essi conservassero in una di queste scatole reliquie dei santi, questo non lo ricordo bene. Sono certa però che, quando essi offrivano il sacrificio della nuova Alleanza, avevano sempre con loro le Ossa di profeti o di martiri. Infatti questa santa tradizione era legata a quella degli antichi Patriarchi che, quando offrivano sacrifici, portavano con loro le ossa di Adamo o di qualche altro antenato sul quale era scesa la Promessa. Il Salvatore, durante l’ultima Cena, aveva insegnato agli Apostoli a fare così. Vidi Pietro in abiti sacerdotali, in piedi dinanzi all’altare, gli altri erano dietro a lui. Le donne stavano in fondo alla sala. Mi fu mostrato che Gesù aveva rivelato a Maria, la quale lo supplicava di non lasciarla a lungo in questa valle di lacrime, le opere spirituali che doveva compiere prima di essere portata via dalla terra. Egli aggiunse che gli Apostoli e molti discepoli si sarebbero riuniti per assistere alla sua morte e Le indicò ciò che doveva dire prima di dare loro l’ultima benedizione. Egli suggerì anche all’inconsolabile Maddalena di nascondersi nel deserto e alla sorella Marta di formare una comunità di pie donne. Poi promise di essere in spirito sempre con loro. Vidi pure l’arrivo di Simeone. Mancavano dunque solo Filippo e Tommaso. Gli Apostoli ed i discepoli erano arrivati quasi tutti, per lo più stanchissimi. Impugnavano lunghi bastoni ricurvi di diversa foggia e impugnatura, corrispondenti probabilmente al loro rango. Portavano i mantelli di lana bianca rialzati sulla testa come un cappuccio, sotto indossavano lunghe tuniche sacerdotali di lana bianca, aperte dall’alto in basso, ma allacciate con piccoli legacci. Durante i viaggi la tunica era rialzata e collegata alla cintola. Alcuni vi portavano sospesa una borsa. Appena entrati nella casa di Maria, li vidi abbracciare commossi coloro che già vi si trovavano, poi deposero i bastoni, i mantelli, le cinture e le borse, e lasciarono ricadere fino ai piedi la tunica bianca, infine indossarono una lunga cintura ornata di lettere che portavano nelle loro bisacce. Quando furono lavati i loro piedi, si avvicinarono al letto della Santa Vergine e la salutarono rispettosamente. Maria era molto debole ed era in grado di rivolgere loro solo poche parole. Mangiarono pochissimo; il necessario per sostenersi.

Vidi giungere Marco, e quel figlio, o nipote di Simeone, che aveva preparato per Gesù l’ultimo agnello pasquale e aveva presso il tempio l’incarico di vegliare sul bestiame per i sacrifici. Vidi convenute al capezzale di Maria dieci persone. Si celebrò allora il rito sacro vicino all’altare, io vidi alcuni dei nuovi arrivati così pronti ed abbigliati che mi sembrava volessero subito ripartire. Davanti al letto della Santa Vergine stava un piccolo sgabello basso e triangolare, simile a quello su cui Maria aveva ricevuto i doni dei Magi nella Grotta del Presepio. Sullo sgabello vi era una piccola tazza con un cucchiaio di color bruno-trasparente. Dopo il rito vidi Pietro che portava il Santissimo Sacramento alla Madonna; glielo porse in un ostensorio a forma di croce. Gli Apostoli si disposero in due ali, dall’altare fino al suo letto; vidi che si chinarono profondamente al passaggio di Pietro con il Santissimo Sacramento. Dopo questa visione sentii il desiderio di contemplare Gerusalemm:e, ma il pensiero della lunghezza del viaggio mi spaventò. Improvvisamente mi si avvicinarono la Santa Vergine e la martire Susanna, di cui oggi ricorre l’anniversario ed io ne conservo alcune reliquie. La Martire rimase con me tutta la notte e mi parlò facendomi coraggio e dicendomi che voleva accompagnarmi in questo viaggio. Allora io la seguii con lo spirito attraverso mari e paesi lontani, finché fummo a Gerusalemme. Santa Susanna era completamente diversa da me; camminava rapida e leggera, e quando io volevo toccarla non afferravo che uno spazio vuoto. Ogni volta che mi si presentava una visione precisa su Gerusalemme la Santa subito spariva, ma ad ogni passaggio da una visione all’altra mi era sempre vicina e mi confortava.

154 – Gerusalemme all’epoca della morte della Madonna

Arrivai in spirito al monte degli Ulivi e vi trovai tutto cambiato e devastato. La casa presso l’Orto del Getsemani, dove i discepoli si erano trattenuti, era stata demolita ed erano state scavate fosse ed erette mura per rendere impraticabile la via. Vidi il Sepolcro del Signore caduto in rovina ed otturato. Sulla cima della rupe si era incominciato a costruire qualcosa, che pareva un piccolo tempio. Mentre, afflitta, contemplavo la desolazione di quei luoghi, nu apparve il mio Sposo celeste, nelle stesse sembianze in cui era già comparso a Maddalena in quello stesso posto, e mi consolò. Trovai desolato e deserto il monte Calvario: il piccolo poggio superiore sul quale era sorta la Croce, era stato spianato e intorno ad esso erano state scavate fosse e valli cosicché nessuno poteva toccarne la cima. Io però potei arrivarvi e pregai, il Signore mi si avvicinò di nuovo per porgermi conforto. Quando Gesù mi stava vicino, Santa Susanna spariva dal mio fianco. Ebbi allora una visione che rappresentava i miracoli e le guarigioni operate da Cristo nelle vicinanze di Gerusalemme. Mentre pensavo alla grazia concessa specialmente ai sacerdoti di operare guarigioni in nome di Gesù, riflettevo come questa virtù si era recentemente manifestata nel principe di Hohenlohe. Vidi per suo merito guarire molti malati e fra questi anche quelli afflitti dall’ulcera, forse simboli di antiche colpe gravitanti nelle coscienze. Vidi pure altri sacerdoti i quali, nonostante fosse stata concessa simile facoltà terapeutica, per timore degli uomini o per eccessiva modestia non guarirono alcuno. Uno di questi si distinse in modo particolare per la facoltà di guarire l’anima di numerose persone morsa da orribili animali, simboli dei peccati; ma era impedito da ogni specie di ostacoli quando voleva risanare le malattie fisiche.

 

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/visioni/emmerick///lavitadellamadonna/index.php

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