Cap. 11

CAPITOLO 11

(La vita di Maria secondo le rivelazioni di A. K. Emmerick)

 

149 – Soggiorno di Maria Santissima ad Efeso La casa della Madonna

Questa notte ho avuto una visione molto suggestiva del trapasso della Madonna. Maria ha vissuto sessantatre anni, meno ventitrè giorni. Ho veduto infatti dinanzi alla mia vista interiore ripetersi sei volte il segno X, poi un I ed un V. Questo forma sessantaquattro se non sbaglio. Dopo l’ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo al Cielo, Maria Santissima visse circa tre anni a Sion, tre in Betania e nove ad Efeso. In questo luogo fu condotta da Giovanni quando si scatenò la persecuzione degli Ebrei contro Lazzaro che fu gettato in mare con la sorella. Quando la Madonna ricevette l’avvertimento interiore di lasciare il paese, Giovanni la condusse ad Efeso insieme ad altre persone. Maria non abitò proprio in città bensì a tre ore e mezzo di cammino. Con Lei si stabilirono pure altre pie donne. Per coloro che giungevano da Gerusalemme, la casa di Maria si mostrava sulla collina, a sinistra della via principale. Dalla parte di mezzogiorno si vedevano magnifici viali alberati ed il terreno ricoperto da una gran quantità di frutti giallognoli. Stretti sentieri conducevano alla cima della montagna, coperta di erba campestre. La sommità presentava una pianura ondulata e fertile di mezza lega di circonferenza: in questo luogo si erano stabilite la Santa Vergine e la colonia cristiana. Nonostante il luogo fosse solitario e selvaggio, non era di aspetto triste: vi si scorgevano in mezzo a piccoli spazi sabbiosi numerose grotte scavate nella roccia, come molte fertili e piacevoli colline disseminate di alberi da frutta dal tronco liscio e ricchi di bellissimo fogliame, che diffondevano intorno vastissime ombre. Prima di condurvi Maria Santissima, Giovanni aveva fatto costruire un’abitazione per Lei. Numerose famiglie cristiane e molte pie donne invece avevano scelto la loro dimora nelle spelonche delle rupi e nelle cavità che offriva il terreno. Altre famiglie invece abitavano in tende o fragili capanne. Le capanne iniziarono a diffondersi tra i cristiani fin dall’inizio delle persecuzioni, quando erano costretti a trasferirsi da un luogo all’altro per sfuggire alle medesime. Dovendo queste abitazioni provvisorie essere costruite sul suolo adatto, non è da meravigliarsi che spesso erano distanti l’una dall’altra anche un quarto d’ora di cammino. L’intera colonia cristiana era simile ad un paese composto di molti caseggiati sparsi su una vasta area. Solamente la casa di Maria era di pietra. Pochi passi dietro la casa, il monte si alzava ripido fino alla vetta, dalla quale si godeva una prospettiva estesissima sul mare, su Efeso e sulle sue numerose isole. In questa zona isolata non passava quasi mai nessuno. Nelle vicinanze della colonia cristiana vidi un castello dove abitava un re detronizzato. Giovanni lo converti alla nuova fede. Tempo dopo questo castello divenne sede di un vescovo. Tra Efeso e la dimora di Maria Santissima scorreva un fiumiciattolo grazioso. La casa della Madonna era quadrata, solo la parte posteriore era di forma rotonda. Le finestre erano molto sollevate dal suolo; il tetto era piano. L’abitazione era divisa dal focolare, che era stato costruito al centro della casa. A destra e a sinistra del focolare si accedeva nella parte posteriore che, separata da una tenda, era adibita ad oratorio. Il centro della muraglia, dal focolare al tetto, aveva un incavatura simile quasi ai nostri condotti per il fumo, e serviva infatti a guidare il fumo ad un’apertura superiore. Una tortuosa canna di rame si alzava al di sopra della casa. Le pareti del locale in cui si trovava il focolare erano annerite dal fumo. Lateralmente vi erano delle stanzette formate pure da pareti di giunchi legati insieme. Quando queste pareti mobili venivano tolte si formava un’unica e vasta sala. In quelle piccole stanze dormivano l’ancella di Maria e le donne che talvolta venivano a visitarla. La parte posteriore della dimora, di forma circolare o angolare, era graziosamente addobbata. Le pareti erano ricoperte di vimini intrecciati che terminavano superiormente in forma di volta. Questo laterale della casa era scarsamente illuminato. Nell’oratorio, in una nicchia posta al centro del muro, vi era una specie di armadio che si apriva facendolo girare come un tabernacolo mediante un cordone. Vi si mostrava una croce lunga all’incirca un braccio, questa aveva le due braccia laterali in forma di Y, come ho sempre visto la prima Croce di nostro Signore. La croce non aveva ornamenti, era anzi rozzamente intagliata come sono le croci che ancor oggi giungono dalla Terrasanta. Io penso che l’avessero intagliata Giovanni e Maria Santissima. Era composta da quattro specie di legno. Mi fu detto che il tronco più bianco era legno di cipresso, il più bruno di cedro, il giallognolo di palma, il quarto infine color giallo, con la superficie levigata e con l’unita tavoletta dell’insegna era fatto di legno d’ulivo. Era fissata ad un supporto di terra o di pietre, com’era la vera Croce di Cristo sul Calvario. Ai piedi della croce si trovava un pezzo di pergamena dov’era scritto qualcosa, forse le parole del Signore. Sulla croce era scolpita l’immagine del Salvatore, molto semplice, spoglia d’ogni vano ornamento e con linee di colore scuro. Le linee più marcate da una tinta nera rendevano ancor più chiara la figura del Cristo. Nelle diverse qualità di legno componente la croce, ravvisai le varie contemplazioni fatte dalla Santa Vergine. Due vasi di fiori stavano l’uno a destra e l’altro a sinistra della croce. Vicino a questi vasi vidi inoltre un lino, mi sembrò che fosse quello con cui la Santa Vergine s’era servita per asciugare il sangue e le piaghe del Santo Corpo di Cristo, quando fu tolto dalla Croce. Nello scorgere questa pezzuola, vidi Maria Santissima asciugare le sacre Piaghe del Redentore. Quel panno era simile alla tela con cui i sacerdoti puliscono il Calice dopo aver bevuto il Sangue di Cristo. La piccola casa della Santissima Vergine era situata vicino ad un bosco, circondata da alberi; la quiete ed il silenzio avevano l’assoluto dominio in quel luogo. L’ancella, più giovane della Santa Vergine, andava nei dintorni a procurarsi talvolta un poco di cibo. Conducevano una vita assolutamente tranquilla e ritirata. Negli ultimi tempi in cui dimorò in questo luogo, la Madonna divenne sempre più silenziosa e raccolta, pareva quasi dimenticasse di prendere il nutrimento necessario. Solo il suo corpo sembrava appartenere ancora a questo mondo poiché lo spirito pareva già passato a più felice dimora. Tutto in lei faceva trasparire la continua preoccupazione del suo spirito. Nelle ultime settimane della sua vita, si aggirava per le stanze appoggiata al braccio della sua fedele ancella.

150 – La Comunione di Maria e la Via Crucis di Efeso

Non vi erano uomini in casa, fatta eccezione per qualche Apostolo o qualche discepolo di passaggio che veniva a riverire la Madre di Gesù. Assiduamente ho visto entrare ed uscire da casa sua solo San Giovanni; ma né a Gerusalemme, né ad Efeso egli si fermava per molto tempo. Le visite dell’Apostolo alla Madre di Dio erano frequenti, ma molto brevi; portava una veste diversa da quella che aveva al tempo di Gesù. Era assai lunga, ricadeva in larghe pieghe al suolo ed era fatta di stoffa grigia e sottilissima. Svelto nei movimenti, Giovanni era slanciato e aveva il viso affilato ed avvenente; la testa sempre scoperta mostrava lunghe chiome di capelli biondi che scendevano divisi dietro le orecchie. Quand’egli compariva in mezzo agli altri Apostoli, la grazia verginale della sua fisionomia otteneva ancora maggior risalto. Nella casa di Maria Santissima vidi una volta Giovanni che, sotto la veste bianca di quel giorno, indossava una cintura su cui erano ricamate delle lettere, mentre una stola e una specie di manipolo gli pendevano dal braccio. La Santa Vergine, avvolta pure in una veste bianca, uscì dalla sua stanza appoggiata come al solito al braccio dell’ancella, sembrava mossa dall’ardente e sublime desiderio di rivedere e riabbracciare suo Figlio. Il suo volto era pallido come la neve e sembrava quasi trasparente, era consumata da questo desiderio. Giovanni si ritirò con Lei nell’oratorio; quindi Ella tirò un cordone e subito il tabernacolo girò su se stesso ed apparve alla loro vista la croce. Pregarono insieme per qualche tempo inginocchiati ai piedi del crocifisso; poi Giovanni si alzò e trasse dal suo petto un astuccio di metallo, l’apri e ne tolse un involto di lana in cui c’era un panno bianco che racchiudeva la Santa Eucaristia sotto forma di un pezzetto quadrato di pane bianco. Dopo aver pronunciato alcune parole solenni, Giovanni diede la Santa Comunione a Maria. Non vidi però porgerLe il calice. Dopo la morte del Signore, la Santa Madre, finché abitò a Gerusalemme, non aveva smesso di bagnare con le sue lacrime la Via Dolorosa. Ella aveva misurato un passo dopo l’altro le distanze da tutte le stazioni, e il suo amore non poteva fare a meno di riempirsi con quell’incessante contemplazione. Quando giunse ad Efeso, Ella continuò a meditare i misteri della Passione di suo Figlio percorrendo quotidianamente una parte della montagna dietro la sua casa. Costruì in questo luogo una Via Crucis ad imitazione di quella vera lasciata a Gerusalemme. La vidi piantare una pietra per ogni stazione, dopo averne contati i passi e supposta la distanza giusta, o se vi trovava un albero, lo segnava subito. Questa Via Crucis, benedetta anch’essa dalla Madonna con le lacrime, conduceva nel vicino bosco dove un’altura rappresentava il Calvario, e una piccola grotta, scavata in un altro colle, il Santo Sepolcro. Quando Ella ebbe stabilito le dodici stazioni, La vidi con la sua ancella dedicarsi a silenziose meditazioni. Ad ogni stazione esse si sedevano e rinnovavano nella profondità del loro cuore il ricordo delle misteriose sofferenze del Signore, Lo lodavano, versando calde lacrime per l’immensità del suo amore. In seguito quel luogo fu disposto ancor meglio, ed io vidi Maria scrivere con un punteruolo su ogni pietra della Via Crucis il significato della stazione, il numero dei passi e altre indicazioni simili. Vidi pure ripulire la caverna che raffigurava il santo Sepolcro, disponendola come luogo di preghiera. Non scorsi alcuna immagine o croce che indicasse le stazioni della Via Crucis, ma solamente delle pietre con delle iscrizioni. Vidi poi che quella rudimentale Via Crucis del Cristianesimo primitivo fu ordinata ed abbellita sempre più col passar degli anni. Già subito dopo la morte della Madonna, vidi quella via abbellita e percorsa dai cristiani che si prostravano sul terreno e lo baciavano. Vidi quando Giovanni percorreva insieme alla Santa Madre quella Via Dolorosa, quand’egli Le dava la Santa Comunione, La benediceva e riceveva a sua volta la sua benedizione. Giovanni era divenuto per Lei davvero come un figlio, e perciò più vicino a Lei di tutti gli altri Apostoli.

151 – La Madonna ritorna a Gerusalemme – La tomba

Dopo tre anni di soggiorno ad Efeso, vidi la Madre di Dio ritornare a Gerusalemme accompagnata da Giovanni e Pietro. Ella fu spinta da un desiderio fortissimo di rivedere i luoghi santificati dal Sangue di Gesù. Vidi in questa città radunati molti Apostoli come per un concilio. Tommaso era pure tra questi. La Vergine li assisteva con i suoi consigli. Essi stabilirono ogni cosa per la Chiesa futura; dopo di che andarono a portare lontano il Vangelo. Giovanni evangelizzò l’Asia Minore. Visitava regolarmente questa regione e perciò si recava spesso a trovare Maria ad Efeso. Quando la Vergine arrivò a Gerusalemme imbruniva appena; prima di entrare in città Ella si recò a visitare il monte degli Ulivi, il Calvario, il santo Sepolcro e tutti gli altri luoghi santi che sono intorno a Gerusalemme. Mi sembra che la Santa Vergine, circa un anno e mezzo prima di morire, tornò una seconda volta a Gerusalemme. Infatti ebbi un’altra visione in cui La vidi di notte, avvolta in uno spesso mantello, visitare con gli Apostoli i santi luoghi. Questa visione si confonde però con l’altra della prima visita a Gerusalemme. Ad ogni modo vidi la Vergine che, appena giunta sui luoghi della Passione, non cessava di sospirare: "Oh, figlio mio! Figlio mio!". Giunta alla porta di quel palazzo dove aveva incontrato Gesù sotto la Croce, fu talmente addolorata da quel ricordo che cadde svenuta a terra. Gli Apostoli credettero quasi che Ella avesse cessato di vivere. Fu portata al Cenacolo di Sion, in cui Maria Santissima abitò le stanze dell’atrio; per parecchi giorni fu così debole e sofferente, ebbe frequenti svenimenti e ci si attendeva di vederla spirare ad ogni momento. Si pensò allora di prepararle una tomba. Gli Apostoli fecero scavare da un operaio cristiano un bel sepolcro in una caverna sul monte degli Ulivi. Ma dopo che la tomba fu preparata, Maria riavutasi, si ristabilì abbastanza in salute per poter ritornare ad Efeso; vi morì dopo diciotto mesi. La tomba scavata per Lei a Gerusalemme fu tenuta in grande onore e più tardi lì vicino fu eretta una chiesa. Giovanni Damasceno – così udii nello spirito- scrisse, secondo la tradizione ufficialmente diffusa, che la Madonna era morta a Gerusalemme e che in quel luogo era stata sepolta. Dio ha voluto che i particolari della sua morte, della sua sepoltura e della sua Assunzione diventassero solo oggetto di una tradizione incerta, perché la tendenza pagana del tempo non penetrasse nel Cristianesimo, facendo adorare Maria come una dea.

Fonte: http://medjugorje.altervista.org/doc/visioni/emmerick///lavitadellamadonna/index.php

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