Cap. 10, parte I

CAPITOLO 10

(La vita di Maria secondo le rivelazioni di A. K. Emmerick)

 

127 L’ultima Cena

Vidi la tavola a forma di ferro da cavallo, era stretta ed abbastanza alta, di fronte a Gesù nel centro del semicerchio era stato lasciato libero un posto per poter deporre le vivande. Per quanto mi posso ricordare, a capo della tavola stavano Giovanni, Giacomo il Maggiore e Giacomo il Minore, a destra di Gesù, Bartolomeo, Tommaso e Giuda l’Iscariota. A sinistra del Signore invece vi erano Pietro, Andrea, Taddeo, al capo sinistro Simone, Matteo e Filippo. In mezzo alla tavola vidi un piatto con l’agnello pasquale, che aveva il capo ripiegato sopra alle zampe anteriori disposte in croce e le zampe posteriori distese: l’orlo del piatto era guarnito d’aglio. Vidi un piatto con dei legumi verdi ritti e serrati gli uni contro gli altri e un terzo piatto su cui erano dei fascetti di erbe amare simili ad erbe aromatiche; poi ancora davanti a Gesù vidi un piatto con altre erbe d’un verde giallastro e un altro con una salsa scura. Vidi che i commensali avevano sulla tavola dei pani rotondi come piatti e si servivano di coltelli d’avorio. Dopo la preghiera il maggiordomo collocò davanti a Gesù sulla tavola il coltello, vi pose accanto una coppa di vino e riempì altre sei coppe posta ognuna fra due Apostoli (una coppa quindi doveva servire per due di loro). Gesù prima benedisse il vino e lo bevve, poi tagliò l’agnello e lo suddivise tra gli Apostoli che mangiarono molto in fretta, staccando la carne dall’osso con i loro coltelli d’avorio; le ossa erano destinate a venir bruciate. Mangiarono anche aglio ed erbe verdi, che intingevano nella salsa. Fecero tutto questo stando in piedi e appoggiandosi solo leggermente allo schienale della loro seggiola. Gesù spezzò uno dei pani azzimi, ne ricoperse una parte e distribuì il resto. Infine venne portata un’altra coppa di vino, ma Gesù non ne bevve, e disse: "Prendete questo vino e dividetelo tra voi, perché io non ne berrò più finché non verrà il Regno di Dio Dopo aver bevuto, elevarono cantici solenni, poi Gesù pregò e diede altri insegnamenti. Si lavarono ancora le mani e infine si sedettero, perché come ho già detto, essi stavano in piedi. il Signore tagliò un altro agnello, che fu portato alle pie donne in uno dei fabbricati del cortile dove esse avevano preso posto per mangiare. Gli Apostoli mangiarono ancora legumi e lattuga con la salsa. Gesù era straordinariamente raccolto e sereno, così non l’avevo ancora mai visto; Egli esortò gli Apostoli a dimenticare tutte le loro preoccupazioni. Allora vidi la Vergine Santissima, a tavola con le donne, anche Lei profondamente serena; e quando le altre donne le si avvicinarono e le tiravano il velo per parlarle, Ella si volgeva con una semplicità rara che mi commuoveva profondamente. All’inizio del banchetto Gesù s’intrattenne molto affettuosamente con i suoi Apostoli; poi si fece serio e malinconico e dopo essere stato silenzioso per alcuni minuti pronunciò queste parole: "Uno di voi mi tradirà; uno di voi, colui che ha la sua mano con la mia, nello stesso piatto". Le sue parole significavano: "Uno di quelli con il quale condivido il pane". Non designò più chiaramente chi fosse il traditore, perché "mettere la mano nello stesso piatto" era l’espressione che indicava le relazioni più intime e amichevoli, ma intendeva anche dare un avvertimento a Giuda che in quello stesso momento metteva realmente la mano nello stesso piatto per distribuire la lattuga. Gesù disse ancora: "Il Figlio dell’uomo se ne va, come di Lui sta scritto: guai però a colui che tradirà il Figlio dell’uomo; sarebbe meglio per lui che non fosse mai nato". Gli Apostoli erano tutti turbati e gli chiedevano l’uno dopo l’altro: "Signore, sono forse io?".

128 Gesù incontra la Santa Madre nel vestibolo del Cenacolo

Vidi Gesù istruire gli Apostoli sul modo in cui dovevano conservare fino alla fine del mondo il mistero del Santo Sacramento in sua memoria. Egli insegnò quali fossero le forme essenziali per farne uso e in qual modo dovessero, per gradi, insegnare e rendere pubblico questo mistero; indicò loro quando e come dovevano mangiare il resto delle specie consacrate e quando distribuire il Santissimo Sacramento alla Santa Vergine. Parlò loro poi del sacerdozio, della sacra Unzione, della preparazione del Sacro Crisma e degli Oli Santi. C’erano là tre scatole, delle quali due contenevano una miscela d’olio e di balsamo, e c’era anche del cotone accanto al calice. Insegnò loro parecchi misteri su quest’argomento: disse come si doveva preparare il sacro Crisma, a quali parti del corpo si doveva applicarlo, e in quali occasioni. Mi rammento, fra l’altro, che il Signore parlò delle diverse unzioni, particolarmente di quella dei re, anche di quelli ingiusti; disse che quando costoro erano consacrati ricevevano una forza interiore e misteriosa che non è concessa agli altri mortali. Mise unguento e olio nella scatola vuota e ne fece una miscela: non so se fu in quel momento o se fu alla consacrazione del pane che benedì l’olio. Vidi Gesù ungere Pietro e Giovanni. Poi impose loro le mani, prima sulle spalle e poi sulla testa. Essi si inginocchiarono e Gesù unse loro il pollice e l’indice di tutte e due le mani, e segnò sul capo di ciascuno una croce col Crisma, dicendo che quel segno sarebbe rimasto "fino alla fine del mondo". Anche Giacomo il Minore, Andrea, Giacomo Maggiore e Bartolomeo furono consacrati. Vidi ancora che Gesù dispose sul petto di Pietro una specie di stola disposta in forma di croce, agli altri invece la stola fu messa sulla spalla destra. Durante l’Unzione notai che il Redentore comunicava agli Apostoli uno speciale potere, che non so precisare. Disse loro infatti che dopo la venuta dello Spirito Santo avrebbero potuto consacrare il pane e il vino; oltre a ciò, avrebbero potuto anche dar l’Unzione agli altri. Il modo differente con cui il Salvatore aveva imposto la stola agli Apostoli, sembrava indicasse diversi gradi di consacrazione. Gesù confidò a Pietro e a Giovanni diversi segreti, che essi dovevano poi manifestare agli altri Apostoli che a loro volta dovevano trasmetterli ai discepoli e alle pie donne. Mi fu mostrato che, nel giorno della Pentecoste, prima del grande battesimo, Pietro e Giovanni imposero le mani agli altri Apostoli e otto giorni più tardi le imposero anche a parecchi discepoli. Giovanni, dopo la Risurrezione di Cristo, somministrò per la prima volta il Santissimo Sacramento alla Madonna, circostanza che fu celebrata per sempre dagli Apostoli. Vidi quindi Gesù tenere una particolare conversazione con l’Apostolo prediletto: gli predisse che sarebbe vissuto più a lungo degli altri; gli parlò anche di sette chiese, di corone, di Angeli e gli fece conoscere alcune figure di significato profondo e misterioso le quali designavano, come suppongo, determinate epoche. Alluse anche al traditore, e precisò quanto Giuda andava facendo. Pietro e Giovanni deposero il Santissimo Sacramento nell’angolo più remoto del Cenacolo, che fu inoltre separato dal resto della sala mediante una cortina: fu così sistemato il santuario di cui Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo ebbero sempre cura durante l’assenza degli Apostoli. Sotto il vestibolo del Cenacolo, Gesù incontrò la sua diletta Madre con Maria, figlia di Cleofa, e Maddalena. Le pie donne Lo pregarono di non andare all’Orto degli Ulivi poiché si vociferava che Lo volessero arrestare, ma il Salvatore dopo averle consolate si diresse con gli Apostoli proprio verso il monte degli Ulivi.

129 L’Addolorata

Vidi Gesù, pallido in viso, vegliare nella caverna del Getsemani, la barba ed i capelli erano imbevuti dal sangue vivido in seguito alle dolorose visioni. Ormai mancava poco alla mezzanotte. Durante l’agonia del Salvatore vidi la Madre del Signore, Maria Maddalena, Maria figlia di Cleofa e Maria Salomè, passare dal Cenacolo alla casa di Maria di Marco. La Vergine era assai triste per le visioni avute e per le voci che correvano sul destino di Gesù. L’Addolorata viveva nell’anima l’agonia del suo Figliolo Divino. Per averne notizie si era recata, coperta da un ampio velo, con Maddalena e Salomè fino alla valle di Giosafat. Su questo cammino spesso protendeva le braccia verso il monte degli Ulivi, perché vedeva spiritualmente il suo caro Gesù bagnato di sudore sanguigno. Notai la luce della sua anima protendersi verso il Figlio Divino. Anche il Redentore guardava spiritualmente la sua diletta Madre per chiederLe soccorso e conforto. Contemplai quella fusione di cuori e di anime sotto forma di raggi che investivano la Santa Madre e suo Figlio. Il Redentore provò compassione anche per il dolore di Maddalena perché sapeva che l’amore della convertita era il più grande dopo quello incomparabile di sua Madre. Quella sera c’era poco movimento a Gerusalemme; gli Ebrei erano nelle loro case occupati nei preparativi della festa, e gli accampamenti dei forestieri convenuti per la Pasqua non erano nelle vicinanze del monte degli Ulivi. Mentre erravo con lo sguardo per il monte stesso, vidi alcuni amici e discepoli di Gesù camminare ed intrattenersi inquieti, in attesa di qualche evento. Vidi il Redentore nella grotta assorto nell’intensa contemplazione delle anime del Cielo, dei Patriarchi e dei Profeti dell’antichità, dei parenti della sua cara Madre e del Battista, dei Santi dell’Antica Alleanza e degli Angeli. Tutti i Beati avevano la fronte cinta da una corona i cui fiori erano diversi per colore, corolla e profumo, a seconda delle vittorie conseguite per la gloria di Dio. Dalla Passione del Verbo fatto uomo sarebbe dipesa la sorte dell’umanità. Ma queste immagini consolanti svanirono quando giunsero gli Angeli e gli mostrarono la Passione imminente: il tradimento di Giuda, la fuga dei discepoli e gli insulti davanti ad Anna e Caifa, il rinnegamento di Pietro, il tribunale di Pilato, le derisioni di Erode, la flagellazione e la coronazione di spine, la condanna a morte, le cadute sotto la Croce, l’incontro con la Madonna, gli svenimenti di Lei, gli insulti dei carnefici, il sudano di Veronica, la Crocifissione, gli oltraggi dei farisei, i Dolori di Maria Santissima, di Maddalena e di Giovanni, il colpo di lancia nel costato, le ultime parole sulla Croce. Tutto gli fu presentato nei più minimi dettagli. Vidi come il Signore contemplasse tutti i gesti, udisse tutte le parole, notasse tutto quello che passava nelle anime e come accettava tutto volontariamente, pronto a sottoporsi a tutto questo per amore degli uomini. Quando Gesù, sostenuto da Giovanni e Giacomo, entrò trasfigurato per la seconda volta nella grotta, erano circa le undici e un quarto. I due Apostoli, dopo averlo lasciato solo, ritornarono indietro. il Signore vide la luna di nuovo circondata dall’alone luminoso con la macchia rossa al centro, ma la luce dell’astro adesso era diversa da quella emanata durante le grandi visioni angosciose del Signore. Ciò che contristò più dolorosamente Gesù fu il vedersi inchiodato alla Croce in uno stato di nudità completa per espiare l’impudicizia degli uomini; pregò allora con fervore affinché quell’umiliazione gli fosse risparmiata e gli fosse almeno accordato di avere una cintura attorno ai reni. Seppe che questa sua preghiera sarebbe stata esaudita per mezzo di un uomo compassionevole. Senti anche la profonda unione spirituale con la Santa Vergine e il Dolore sofferto da sua Madre, la quale in quel momento giaceva nelle braccia delle pie donne priva di sensi. Infatti durante l’agonia spirituale di Gesù vidi la Madonna, in casa di Maria di Marco, affranta dal dolore e dall’angoscia. Ella si trovava insieme con Maria e Maddalena nel giardino della casa e restava accasciata sulle ginocchia sopra una pietra. Più volte perse i sensi: allora vedeva in spirito Gesù ricoperto di sangue e di sudore, e tendeva le mani come se avesse voluto asciugarlo e consolarlo. Gli Apostoli intanto si erano addormentati nel chiosco di fogliame del Getsemani. Gli altri discepoli, disorientati, avevano prima vagato da una parte all’altra e poi, avendo udito qualcosa sulle spaventevoli profezie di Gesù, si erano quasi tutti dispersi. Vidi Gesù che pregava ancora nella grotta e che soffriva per la codardia della natura umana. Sfinito e tremante lo udii dire: "Padre mio, se è possibile passi da me questo calice; però si faccia non la mia, ma la tua volontà!".

130 La Santa Vergine SV iene più volte ed è sostenuta dalle pie donne Il Travaglio della Genitrice

Vidi Gesù quando fu arrestato al di là del Cedron, fu quindi spinto attraverso uno stretto sentiero, tra sassi e cardi che ferivano i suoi piedi nudi. I perfidi farisei nel vedere i suoi piedi insanguinati, lo insultavano. Il Redentore frattanto continuava a camminare spinto, punzecchiato dalle lance e insultato, fra atroci sofferenze e umiliazioni. Il triste corteo si dirigeva verso il tempio attraversando il villaggio di Ofei, al monte Sion dove abitavano Anna24 e Caifa. Intanto la Santa Vergine con nove pie donne andava inquieta per la valle di Giosafat. Lazzaro, Giovanni, Marco e un figlio di Simeone le raggiunsero. Si udivano in distanza le grida e gli insulti degli sgherri; si vedevano le luci delle lanterne. Ad un tratto la Madonna svenne. Allora le pie donne la sostennero premurose e poi l’accompagnarono di nuovo a casa di Maria, madre di Marco. Vidi, intanto, il Salvatore stramazzare al suolo; allora un soldato propose ai commilitoni di scioglierGli le mani affinché avesse potuto servirsene nelle cadute. Un altro porse a Gesù dell’acqua, raccolta da una fonte nel suo casco. Il Redentore fu pieno di gratitudine per quei due. Li vidi pervasi da una luce di grazia. Prima della morte di Gesù vidi quei soldati convertirsi e diventare suoi discepoli. Frattanto i poveri e gli infermi che erano stati tanto beneficati da Gesù videro trascinare la Madre dalle pie donne per le vie di Gerusalemme. La Genitrice, oppressa dal dolore, aveva un viso tanto buono, estremamente pallido e sofferente; tutti l’identificavano come la Madre del Santo Taumaturgo. Le pie donne dovevano nascondere spesso la Vergine per evitare le insolenze e le ingiurie degli sgherri e dei farisei. Quando si udì il grido dal Sinedrio: "È degno di morte!" vidi le tenebre celebrare il loro trionfo sulla luce. Timoroso che la triste notizia giungesse alla Vergine per bocca di qualche nemico, Giovanni, profondamente afflitto nello sguardo e nell’anima, guardò il Maestro Divino e sembrò di~li: "Tu sai perché vado". Poi uscì come se fosse stato inviato dallo stesso Redentore. Per tutto il tempo in cui Gesù fu sottoposto al giudizio e alle più atroci umiliazioni, la Santa Vergine si tenne in continua comunicazione spirituale con Lui. Ella sapeva e sentiva nella sua carne quanto succedeva al suo diletto Figlio e soffriva con Lui. La sua anima era come quella di Gesù, immersa in una continua orazione per i carnefici: il suo cuore materno si raccomandava all’Altissimo affinché non lasciasse consumare il crimine. Quando Giovanni le racconto dell’orribile condanna e delle umiliazioni patite da Gesù, alle quali egli aveva assistito, la Santa Vergine gli chiese di accompagnarLa sul luogo del supplizio. Vidi allora l’Apostolo prediletto accompagnare Maria Santissima, Maddalena ed alcune pie donne per le stradine di Gerusalemme illuminate solo dalla luna.

131 La Madonna Addolorata incontra nella casa di Caifa l’apostolo Pietro pieno di vergogna

Vidi il cuore materno della Madonna che, straziato, gridava pietà a Dio affinché non permettesse che questo delitto avesse a compiersi e perché voleva deviare quei dolori dal suo Figlio Santissimo. La disperazione delle pie donne, che passavano per le strette vie di Gerusalemme, attirava la compassione di alcuni e le ingiurie degli altri: "Madre sventurata, Madre del dolore, quale sofferenza sopporti per il Santo d’Israele!" così si esprimevano i passanti ben disposti che la vedevano spesso svenire dal dolore. La Santa Vergine sveniva di continuo vedendo, nelle sue contemplazioni, Gesù oltraggiato e barcollante o caduto a terra. Ella però si riprendeva subito e continuava il penoso e triste cammino. Mentre il corteo delle pie donne attraversava un vicolo per raggiungere l’abitazione di Caifa, la Vergine si trovò di fronte ad un altro dolore: vide gli operai che preparavano la Croce di legno per il suo Figlio Divino. I nemici di Gesù avevano fatto preparare la Croce appena era giunta la notizia del suo arresto in modo da essere in condizione di dare immediata esecuzione al probabile giudizio che Pilato avrebbe pronunciato~. I Romani frattanto avevano già preparato la croce dei due ladroni. Gli operai maledicevano Gesù perché dovevano lavorare di notte. A quella vista l’Addolorata subì un dolore straziante al petto e pregò per questi ciechi che maledivano il suo amato Figliolo mentre preparavano 10 strumento per il supplizio del Redentore dell’umanità. Giunta nel cortile esterno e fatto il giro della casa di Caifa, Maria, sempre accompagnata dalle pie donne e da Giovanni, attraversò il cortile e si fermò all’entrata di un altro. Questa porta sola la separava dal suo amatissimo Figlio, il quale al canto del gallo era stato introdotto nella prigione posta sotto la casa di Caifa. Improvvisamente la porta si spalancò e uscì Pietro, che precedeva parecchie altre persone, con le braccia sulla testa e il pianto in gola. All’Apostolo sconvolto, trovandosi di fronte la Vergine, sembrò di vedere al chiarore lunare lo sguardo di rimprovero di Gesù, di Colui che egli aveva rinnegato per paura, pur amandolo nel suo cuore. La Vergine allora gli domandò: "Simone, informami di quanto avviene al mio Figliolo". Pietro non rispose, si torceva solo le mani. La sua anima era fortemente tormentata per il rimorso. Mlora la Madonna gli si avvicinò triste dicendogli: "Simone, perché non mi rispondi?". "Oh, Madre, non mi parlare! Hanno condannato a morte Gesù che io ho vergognosamente rinnegato per tre volte…". Subito dopo queste parole, Pietro fuggi via verso la grotta del monte degli Ulivi. L’Addolorata si sentì spezzare il cuore al pensiero che questo ennesimo dolore aveva ancor più straziato il suo Figliolo. Così tormentata, cadde vicino a quella stessa porta dalla quale aveva visto uscire Pietro; Ella cadde sopra una pietra, su cui rimasero impresse le orme della sua mano destra e del suo piede. Questa pietra esiste ancora, l’ho vista, ma non mi rammento più dove. Frattanto, dopo che Gesù era stato portato in prigione, le porte del cortile rimasero aperte per far uscire la moltitudine. L’Addolorata si sentiva dentro al Cuore del suo Figliolo. Vidi Maddalena disperata, con gli indumenti disordinati ed i capelli scarmigliati; la Santa Vergine invece, nonostante fosse così sofferente e stroncata dalle pene profonde, conservava una dignità e un decoro straordinari. La Madre di Dio udì la gente che usciva dalla porta del corfile proferire parole che la trafissero ancora una volta: "Non è forse la Madre di Gesù, quel Galileo? Suo Figlio sarà crocifisso, ma non prima della festa, almeno che non sia un grande criminale Allora la Vergine si spinse fin dentro, fin dove gli indemoniati avevano urlato poco prima: "È degno di morte!". Ma giunta in quell’ambiente appestato, la Vergine perse nuovamente i sensi e, sorretta da Giovanni e dalle pie donne, fu condotta via più simile a una morta che ad una creatura vivente, mentre molta gente guardava in silenzio. Era come se uno spirito celeste avesse attraversato l’inferno. Appena Maria si fu ripresa, insieme con le pie donne e Giovanni, ripassarono per il luogo dove si stava preparando la Croce. Gli operai non riuscivano a terminarla; dovevano continuamente portare dell’altro legno, perché il tale e tal altro pezzo non serviva o si fendeva. Questo capitò affinché le diverse qualità di legno fossero combinate nel modo in cui Iddio voleva. Tra l’altro vidi che gli Angeli spingevano gli operai a ricominciare sempre di nuovo finché si compisse quanto era stato prestabilito.

132 Il Salvatore incontra la Santa Madre mentre viene condotto in catene da Pilato

Vidi Gesù pregare in favore dei suoi carnefici che non cessavano d’insultarlo e di tormentarlo. Il Signore era rinchiuso in una piccola prigione a volta, una parte della quale esiste ancora. Siccome anch’io sono una povera peccatrice, è anche per colpa mia che Gesù dovette subire tutto ciò. Con i peccati continui che commettiamo, noi tutti, partecipiamo ai maltrattamenti del Redentore. Se fossimo veramente pentiti del nostro comportamento, pronunceremmo spesso la preghiera: "Signore, fatemi morire piuttosto che vi offenda con il peccato". Dopo questa riflessione vidi che incominciava a spuntare l’alba della nostra redenzione, che era pure il giorno della sua Passione. Un raggio della prima luce di quel giorno raggiunse Gesù nella prigione, allora Egli ringraziò il Padre suo per averGli donato quel raggio, desiderato ed atteso dagli antichi Patriarchi e da Lui tanto sospirato. Dopo il verdetto del gran Sinedrio, vidi il Salvatore condotto tra la folla tumultuante alla presenza di Pilato. Egli procedeva barcollante attraverso la parte più frequentata della città, la quale in quei giorni era piena di Ebrei e stranieri giunti da ogni parte del Paese per celebrare la Pasqua. Il corteo, preceduto da Caifa e Anna in abiti sacerdotali solenni, attraversò una stretta via dirigendosi verso il quartiere di Acra in cui si trovavano il palazzo ed il tribunale di Pilato, di fronte al gran mercato e a nordovest del tempio. Poco distante dalla casa di Caifa vidi la Santa Madre di Gesù, con Giovanni e Maddalena, nascosta dietro l’angolo di un fabbricato, che aspettava il passaggio del corteo. Dopo la visita notturna al tribunale di Caifa, la Madonna era rimasta per qualche tempo al Cenacolo immersa in un muto dolore; poi quando Gesù fu tolto di prigione per esser condotto nuovamente davanti ai giudici, Maria si alzò, si mise il velo e il mantello e, uscendo per prima, disse a Maddalena ed a Giovanm: "Seguiamo mio Figlio fino alla casa di Pilato, voglio vederlo con i miei occhi". Si mossero allora lungo un sentiero obliquo e aspettarono il corteo in un punto dove sapevano che avrebbe dovuto passare. Sebbene la Santa Vergine avesse impresso nello spirito le sofferenze atroci di suo Figlio, il suo occhio interiore non riusciva ad immaginarlo così disfatto e rovinato come l’aveva ridotto la cattivena degli uomini. I Dolori del Figlio dell’uomo le parevano tutti racchiusi dalla dolce aureola di santità, d’amore e di pazienza. Ma ecco che l’ignominiosa, terribile realtà le si offerse alla vista del corteo infame, giunto ormai vicinissimo al suo sguardo: venivano prima gli orgogliosi nemici di suo Figlio, i Sommi Sacerdoti, animati da propositi deicidi e dall’anima menzognera piena di malizia. Quei sacerdoti che volevano essere di Dio erano diventati di Satana. Seguivano i falsi testimoni, gli accusatori senza fede, poi la plebaglia con i suoi clamori e infine Gesù, il Figlio di Dio e il Figlio diletto di Maria, orribilmente sfigurato e contuso. Il corteo sfiorò la Madre Santissima, che appena lo vide esclamò singhiozzando: "Ahimè! Questo è mio Figlio? O mio Gesù!". Quando il Salvatore le rivolse uno sguardo commosso, Ella perse di nuovo i sensi. Giovanni e Maddalena la portarono via. Appena si fu un poco ripresa, la Madonna si fece condurre da Giovanni al palazzo di Pilato.

133 La Santa Madre da origine alla Via Crucis

"Ma quest’uomo è galileo e quindi suddito di Frode?" domandò Pilato. Alla risposta affermativa, egli così concluse: "Ebbene: siccome è suddito di Erode, accompagnatelo alla sua presenza. Erode è venuto per la Pasqua da Cafarnao e Lo può quindi giudicare…". Vidi che mentre il Salvatore veniva accompagnato alla reggia di Erode, Pilato si intratteneva a colloquio con sua moglie Claudia, donna di alta statura e di bell’aspetto. Il velo che le scendeva dalla testa sulle spalle, lasciava scoperti i capelli sulla fronte adorna di un prezioso diadema. il fermaglio d’oro che risaltava sul suo petto, le sosteneva l’ampio ed elegante vestito. Ella parlò a lungo con il marito raccomandandogli per quanto avesse di più sacro di non fare alcun male a Gesù, al Profeta Santo dei santi. Gli parlò delle meravigliose visioni che aveva avuto la notte prima. Mentre la sposa raccontava queste cose al suo consorte, mi furono mostrate alcune visioni che aveva avuto: Claudia Procla aveva visto i principali episodi della vita di Gesù, il quale le era apparso come un’anima piena di luce. Aveva anche visto la cattiveria e la crudeltà dei nemici del Salvatore, apparsi a lei in forme mostruose. Claudia aveva inoltre contemplato la pazienza e l’inesauribile amore di Gesù e ammirato la santità della sua impareggiabile Madre. La Madonna, Maddalena e Giovanni erano rimasti nascosti in un angolo buio mentre Gesù veniva trascinato da Frode. Poi Giovanni ripercorse con la Santa Vergine e Maddalena tutto il cammino percorso da Gesù e dal triste corteo. Ritornarono così da Caifa e da Anna, al Getsemani, all’orto degli Ulivi, e dappertutto dove il Cristo era caduto e aveva sofferto. Essi piansero e soffrirono con Lui. Vidi la Santa Vergine soffermarsi e prostrarsi più di una volta, baciando i posti dov’era caduto suo Figlio e dov’erano rimaste le impronte del suo Sangue divino. Maddalena si contorceva le mani e Giovanni pure piangeva mentre le consolava, le rialzava, le conduceva più avanti. La Vergine Madre, rendendo onore ai Dolori di Gesù, diede inizio alla prima santa Via Crucis. Ella inaugurò così la meditazione della futura Chiesa sui Dolori del suo Redentore. La Madre piena di grazia, benediceva con le sue lacrime i passi del Figlio pieno di sofferenze. Ella viveva con Lui la via dolorosa poiché era la Beata che L’aveva portato nel suo seno, l’aveva concepito e custodito nove mesi nel suo cuore materno pieno di grazia, e aveva udito realmente e sostanzialmente il Verbo di Dio dentro di sé. In questo modo la Madre del Redentore raccolse ad ogni stazione, della Via dolorosa, come pietre preziose, i meriti infiniti di Gesù Cristo per offrirli al Padre Celeste in favore di coloro che hanno la fede. Questa triste Via avrebbe riunito in seno alla futura Chiesa di Cristo tutti i fratelli e le sorelle nella fede eterna. Vidi Maddalena fuori di sé, straziata dal dolore immenso e santo. Quei peccati dell’umanità, per i quali Gesù soffriva, la invadevano tutti procurandole un immenso orrore. I sacerdoti avevano pregato Frode di condannare Gesù, ma questi lo rimandò da Pilato. Con raddoppiato furore, i nemici di Gesù Lo ricondussero da Frode a Pilato, umiliati di ritornare senza averlo fatto condannare. Vidi Gesù schernito dalla folla e martoriato dagli aguzzini. Quando il corteo giunse di nuovo al palazzo di Pilato (probabilmente dal lato orientale) erano circa le otto e un quarto del mattino. I farisei correvano in mezzo al popolo per eccitarlo contro Gesù. Pilato aveva fatto occupare il pretorio e le porte da un mighaio di guardie, non avendo dimenticato la sedizione dei Galilei scoppiata nella Pasqua precedente. La Madonna, sua sorella maggiore, Maria di Cleofa, Maddalena e altre pie donne, stavano in un luogo dove potevano udire tutto.

134 Maria assiste alla condanna e alla flagellazione di Gesù

Gesù venne obbligato, con la solita brutalità, a salire le scale della casa di Pilato. Ma impacciato dalla veste troppo lunga, cadde sui candidi gradini di marmo che si macchiarono col sangue del suo sacratissimo Capo. I nemici di Gesù, che frattanto avevano ripreso i loro posti all’entrata del foro, risero della sua caduta, come ne risero la gentaglia e gli arcieri che lo fecero rialzare a calci. Pilato, adagiato su una specie di lettino da riposo, disse: "Voi mi avete presentato quest’uomo come un agitatore di popolo: io l’ho interrogato alla vostra presenza e non l’ho trovato colpevole. Nemmeno Frode l’ha trovato colpevole, perché io vi avevo mandato da lui e vedo che non ne avete riportato sentenza di morte. Lo farò dunque flagellare e poi liberare". A quelle parole si sollevò un mormorio di protesta tra la folla. Pilato offrì allora al popolo la possibilità di scegliere la liberazione tra Gesù o Barabba, un grande malfattore. Frattanto i farisei e i sacerdoti erano in grande agitazione e si aggiravano tra il popolo, minacciando, eccitando e dispensando denaro. Vidi allora, in un angolo del foro, la comunità Crisfiana primitiva formata da Maria Maddalena, Giovanni e le pie donne, una ventina in tutto, tremanti e piangenti. La Madre di Gesù, pur sapendo che l’unico mezzo di salvezza per gli uomini era la morte di suo Figlio, era piena di angoscia e di ansia materna. La vidi soffrire tutto lo spasimo che prova una madre alla vista di un figlio virtuoso e santo così bistrattato da gente ingrata e crudele. Ella tremava con le sue pie compagne, si desolava e sperava, mentre Giovanni si allontanava spesso nella speranza di raccogliere qualche buona notizia. La Santa Vergine non aveva ancor perso tutte le speranze perché correva voce che Pilato intendesse liberare Gesù. Poco lontano dalla Santa Madre c’erano alcune persone di Cafarnao che Gesù aveva guarito e istriiito, guardavano celatamente le pie donne coperte di veli e fingevano di non conoscere il Salvatore. La Vergine pensava che almeno costoro non avessero chiesto la liberazione di Barabba ma quella del loro benefattore e salvatore. Purtroppo non fu così: si levò un grido unanime: "Noi non vogliamo costui, vogliamo Barabba!". Dovunque si gridava: "Crocifiggilo! Crocifiggilo!" Allora il debole Pilato liberò il malfattore Barabba e condannò Gesù alla flagellazione. Mentre i carnefici colpivano e urtavano il Figlio di Dio, Egli pregava in modo commovente volgendo in spirito lo sguardo verso sua Madre la quale, trafitta dal dolore, era corsa a ripararsi in una sala del mercato. Obbligarono Gesù per la fustigazione a togliersi anche l’ultimo panno che gli cingeva i reni; Egli allora, volgendosi verso la colonna per nascondere la sua nudità, disse: "Distogliete gli occhi da me!". Maria dovette intendere queste parole nella sua anima perché, appena furono pronunciate, vidi che cadde priva di sensi fra le braccia delle pie donne. Non sono certa se Gesù avesse pronunciato queste parole o se le avesse solo pensate nel suo intimo. La Santa Vergine portava una lunga veste azzurra color cielo, coperta da un lungo mantello di lana bianca e da un velo giallopallido. Maddalena era interamente sconvolta e addirittura annientata dal dolore e dal pianto, mentre i suoi capelli sotto il velo s’erano tutti sciolti. Durante il tempo della flagellazione di Nostro Signore, la Santa Vergine visse in uno stato di profonda estasi dolorosa. Spesso gemiti sommessi prorompevano dalle sue labbra e i suoi occhi apparivano fortemente infiammati per il gran piangere. Giaceva velata tra le braccia della sua sorella maggiore, Maria Heli, che era in età ormai avanzata, circondata dalle pie donne tremanti dall’angoscia. Tutte si erano strette intorno alla Vergine, esalanti deboli gemiti come se aspettassero la propria condanna a morte. Quando Gesù cadde svenuto a terra ai piedi della colonna, vidi Claudia Procla, moglie di Pilato, inviare alla Madre di Dio un pacco di grandi teli di lino. Non so se questi teli fossero destinati alla fasciatura delle ferite, oppure se la pietosa pagana li avesse inviati per lo scopo in cui vennero poi effettivamente impiegati. La Santa Vergine, riacquistati i sensi, vide l’amato Figliolo martoriato nelle carni, trascinato e sospinto dagli arcieri. Gesù, per poter vedere sua Madre, si deterse il sangue dagli occhi con un lembo della veste, allora Ella protese le mani dolorosamente verso di Lui, guardando a terra le tracce di sangue. Vidi poi Maria e Maddalena, mentre il popolo si spostava da un’altra parte, avvicinarsi al posto dove Gesù era stato flagellato. Celate dalle pie donne e da alcune buone persone che le riparavano dagli sguardi, Esse si prostrarono al suolo presso la colonna, asciugando dappertutto il Sangue di Cristo, con i teli inviati da Claudia Procla. Non vidi Giovanni tra le pie donne, che erano quel giorno in venti. Il figlio di Simeone, quello di Veronica, di Obed, Aram e Themeni, nipote di Giuseppe di Arimatea, erano nel tempio in preda alla tristezza e all’angoscia. Quando finì la flagellazione erano circa le nove del mattino.

135 Aspetto di Maria Santissima e Maddalena durante la Passione di Nostro Signore Gesù Cristo

Marzo 1823 Domenica Laetare, Festa di San Giuseppe. Interruzione delle visioni sulla Passione di Gesù Cristo.

Le visioni di Suor Emmerick della Passione di Nostro Signore accompagnarono la Veggente dal 18 fibbraio all ‘8 marzo, vigilia della quarta domenica di Quaresima. In questo periodo fu assorta in quotidiana contemplazione, soffrendo indicibili pene nel corpo e nello spirito. La veggente sembrava completamente rapita da queste visioni, come se avesse l’anima chiusa ad ogni sensazione esteriore. Il suo viso aveva assunto l’aspetto di una persona sottoposta a duri supplizi: un sudore sanguinoso scorreva spesso sulle sue spalle e sul dorso, così abbondante che ogni cosa intorno a lei ne fu inondata e lo stesso letto ne rimase inzuppato. La pia Suora soffriva una sete tremenda, e, specialmente al mattino, la sua bocca appariva disseccata e la lingua contratta e ritirata. Sabato 8 marzo 1823, Anna Caterina finì di narrare, con visibili soffrrenze, la flagellazione di Gesù. Col calar deI sole queste visioni s’interruppero completamente. Il giorno di San Giuseppe Suor Emmerick vide solo alcune scene della vita del Santo e descrisse pure l’aspetto della Santa Vergine e di Maddalena.

Oggi, Domenica Laetare e festa di San Giuseppe, non ho avuto alcuna visione sulla Passione di Nostro Signore, ma invece ho visto la Santissima Vergine, che mi ha spiegato tutte quelle cose che avevo dimenticato o che non avevo compreso. Le guance della Madonna erano pallide e smunte, il naso di linea purissima e sottile, gli occhi rossi come se fossero insanguinati dal gran piangere. Indescrivibile è il suo aspetto semplice e modesto. Da ieri sera ha errato continuamente in mezzo alla folla per le vie di Gerusalemme e poi attraverso la valle di Giosafat, eppure nulla vi è di scomposto nelle sue vesti, né alcun disordine: non vi è una piega nel suo abbigliamento dalla quale non traspaia la sua santità; tutto in Lei è semplice, degno, puro e innocente. Il suo modo di guardare è regale, e le pieghe del suo velo, quando Ella si volge, danno al suo movimento singolare maestà. I suoi movimenti e tutto il suo contegno sono semplici, calmi e allo stesso tempo dignitosi. La sua veste è inumidita dalla rugiada della notte e dalle abbondanti lacrime versate, mentre Lei appare pulita e bene ordinata in ogni cosa. La Vergine è bella, di una bellezza inesprimibile ed assolutamente soprannaturale; bellezza ineffabile, fatta di purezza, semplicità, maestà e santità. Maddalena invece appare di tutt’altro aspetto: è più alta e robusta di Maria, nella sua persona e nei movimenti c’è qualche cosa di più accentuato. La passione, il pentimento, il dolore e la disperazione l’hanno sfigurata. Vedo le sue vesti, inzuppate e inzaccherate di fango, in disordine e lacere; i suoi lunghi capelli cadono sciolti sotto il velo umido, pressoché ridotto in cenci. E tutta sconvolta, non pensa ad altro che al suo dolore ed ha l’aria d’una pazza. Molte persone di Magdalum e dei dintorni, dirette al tempio di Gerusalemme, la segnano a dito, perché l’hanno vista passare da una vita fastosa e piena di scandalo ad un’esistenza nascosta e ritirata. Ma ella non si accorge di nulla, tanto è immersa nel suo dolore.

136 La Madonna sviene di fronte al giudizio di Pilato Il culto mistico della Via Crucis

Quando Suor Emmerick ricominciò ad avere le visioni sulla Passione di Gesù e la coronazione di spine, fu presa da febbre fortissima e fu assalita da una sete ardente. Dopo un certo tempo riuscì a narrare come segue:

Vidi Gesù in piedi, sotto i gradini del tribunale in mezzo agli arcieri, esposto al dileggio e al furore dei nemici. "Così io condanno Gesù Nazareno, re dei Giudei, ad essere crocifisso" e, così dicendo, Pilato ordinò agli arcieri di portare la Croce. La Santa Vergine, che dopo la flagellazione si era ritirata spezzata dal dolore, si gettò nuovamente tra la folla per udire la sentenza di morte del Figlio suo e Dio. La Madonna, appena udite le parole di Pilato, si senti mancare come se la vita l’avesse abbandonata; ormai non c’era più dubbio: la morte più crudele, dolorosa e ignominiosa, era stata decisa per il suo dilettissimo Figliolo e Salvatore. Allora Giovanni e le pie donne la portarono via affinché quei ciechi non si rendessero ancor più colpevoli insultando la Madre del loro Salvatore. Non appena l’Addolorata fu in grado di sorreggersi da sola, si fece condurre di nuovo nei luoghi dove il suo Figliolo aveva tanto sofferto, poiché voleva compiere il mistico sacrificio di coprire con le sue lacrime il Sangue di Gesù. Le sue compagne dovettero accompagnarla quindi un’altra volta di stazione in stazione. Con questa consacrazione l’Addolorata divenne Lei stessa e definitivamente Chiesa vivente, Madre comune di tutti i Cristiani. Così come Giacobbe eresse a monumento, e consacrò con l’olio la pietra accanto alla quale aveva ricevuto la Promessa. Vidi ancora Pilato mentre sottoscriveva definitivamente il giudizio. I due ladroni erano già stati condannati alla croce, ma la loro esecuzione era stata protratta fino a quel giorno su proposta del Sommo Sacerdote. Infatti costui intendeva fare a Gesù un insulto maggiore, associandolo nel suo supplizio a malfattori della peggior specie. Le croci dei ladroni giacevano a terra accanto a loro, mentre quella di Gesù veniva appena portata. Mentre la Madre di Dio visitava i luoghi della sofferenza di suo Figlio, udì il suono agghiacciante delle trombe che annunziavano il muoversi del corteo di Pilato verso il Calvario. Ella allora volle rivedere Gesù, e pregò perciò Giovanni di condurla in uno dei luoghi presso i quali Gesù doveva passare. Allora, percorrendo uno dei lati della piazza dalla quale era uscito il Redentore, passarono attraverso porte e viuzze laterali ordinariamente chiuse, ma che in quel giorno erano rimaste aperte per non ostacolare l’enorme folla accorsa a Gerusalemme. Entrarono poi dal lato occidentale di un palazzo con un grande portone aperto. Non mi è chiaro se questa costruzione fosse un’appendice del palazzo di Pilato, col quale sembra comunicare con viali e cortili, oppure la dimora del Sommo Sacerdote Caifa. Giovanni ottenne da un servo di questo palazzo la misericordia di passare attraverso quel portone con l’Addolorata e con quelli che l’accompagnavano. Costui li fece entrare e si prestò ad aprir loro il portone dalla parte opposta. Erano con loro un nipote di Giuseppe d’Arimatea e Susanna, inoltre vidi Giovanna Cusa e Salomè di Gerusalemme.

137 Seconda caduta di Gesù sotto la Croce. La Santa Vergine abbraccia Gesù

La Madre di Dio, pallida in volto e con gli occhi rossi di pianto, attraversò questa casa. Mi sentii straziare il cuore quando la vidi, avvolta in un mantello grigioazzurro, tremante e senza forze per reggersi. Frattanto il clamore e gli squilli di tromba, annunzianti che un condannato veniva condotto alla crocifissione si avvicinavano. Mentre pregava, Maria chiese a Giovanni: "Debbo stare a guardare o debbo fuggire? Come potrò sopportare tanto strazio?" Giovanni allora Le rispose: "Se tu non rimanessi, più tardi te ne pentiresti". Si fermarono allora sotto il portone orientale che era stato loro aperto, e stettero fermi guardando giù per la via che saliva. Un altro suono di tromba, questa volta più vicino, trapassò il cuore della Vergine. Il triste corteo era visibile e si avvicinava, era ormai a un’ottantina di passi da quel portone. La Madre Addolorata vide avanzare con aria insolente e trionfante coloro che portavano gli strumenti del supplizio, allora incominciò a tremare, a gemere e a torcersi le mani. Uno di quei miserabili, pieno di arroganza, chiese: "Chi è quella donna che si lamenta?". Un altro rispose: "È la madre del Galileo". Appena udirono queste parole tutti quegli scellerati colmarono di beffe la Madre Dolorosa. Uno di essi prese perfino i chiodi che dovevano attaccare Gesù alla Croce e li presentò in atto canzonatorio sulla mano aperta alla Vergine. A quella vista la Santa Madre fu spezzata dal Dolore, pallida come un cadavere e con le labbra livide, giungendo le mani si appoggiò alla porta per non cadere. I farisei passarono per primi orgogliosi sui loro cavalli, poi un bambino che portava l’iscrizione, infine lo seguiva di due passi il Figlio di Dio, suo Figlio, il Santissimo, il Redentore, il suo amato Gesù, barcollante, curvo sotto il pesante fardello e scostante dolorosamente la sua testa coronata di spine dalla pesante croce che gravava sulla sua spalla, mentre gli arcieri lo tiravano avanti con le corde. Vidi il suo volto livido, sanguinante, contuso, la barba inondata dal sangue mezzo coagulato che ne incollava insieme tutti i peli. I suoi occhi spenti e insanguinati gettarono uno sguardo triste e compassionevole alla Madre Dolorosa; poi, inciampando sotto il peso della Croce, cadde per la seconda volta sulle ginocchia. L’Addolorata, violentata da quel dolore immenso, non vide né soldati e neppure carnefici, non vide nemmeno il suo amatissimo Figliolo ridotto in quello stato miserando, ma si precipitò dalla porta orientale della casa in mezzo agli sbirri che maltrattavano suo Figlio, e nel tentativo di abbracciarlo cadde in ginocchio vicino a Lui, poi riuscì a stringerlo tra le braccia. Io udii pronunciare: "Figlio!", "Madre mia!", ma non sono certa se queste parole furono pronunciate realmente o soltanto nel loro spirito. Vi fu allora un momento di disordine generale nel quale Giovanni e le pie donne volevano rialzare Maria. Gli sbirri la ingiuriarono e uno di essi disse: "Donna, che vieni a fare qui? Se tu lo avessi educato meglio, non sarebbe fra le nostri mani!" Vidi alcuni soldati tuttavia commossi: ognuno di loro aveva ancora, o aveva avuto, una mamma. Così respinsero la Santa Vergine ma non ebbero il coraggio di farLe del male. Circondata da Giovanni e dalle pie donne, l’Addolorata fu portata via e il corteo proseguì il cammino. Ella cadde in ginocchio contro la pietra angolare della porta; quando cadde voltava le spalle al corteo. Le mani della Vergine toccarono a una certa altezza la pietra contro la quale si era accasciata. Era una pietra venata di verde, le ginocchia della Santa Vergine vi lasciarono delle cavità, e le sue mani lasciarono pure dei segni, sebbene meno profondi, nel punto dove le aveva appoggiate. Erano delle impronte un po’ confuse, simili a quelle che la mano lascia su una densa pasta. Più tardi questa pietra fu trasportata nella prima chiesa cattolica, quella eretta presso la piscina di Bethsaida sotto l’episcopato di San Giacomo Minore. Ho visto parecchie volte, in occasione di grandi avvenimenti, le impronte dei Santi prodursi sulle pietre. Da qui il detto: Le pietre si commuoveranno. La verità eterna trasmette in tutti i modi sante testimonianze. La Madonna fu dunque portata all’interno della casa di cui fu chiusa la porta. Vidi frattanto che la soldataglia aveva rialzato Gesù, caduto sotto il peso della Croce, e gli avevano sistemato la Croce sulle spalle in altro modo. In mezzo al popolaccio che seguiva il corteo lanciando maledizioni e ingiurie, vidi alcune figure di donne velate e piangenti.

138 Il Sudario di Santa Veronica

il corteo entrò in una lunga strada che deviava un po’ a sinistra, dove si diramavano parecchie vie trasversali. Vidi molta gente ben vestita che si recava al tempio e parecchi allontanarsi alla vista di Gesù per il farisaico timore di contaminarsi, mentre altri mostravano un po’ di pietà. Avevano fatto quasi duecento passi, da quando Simeone era venuto ad aiutare il Signore a portare la Croce, che vidi una donna di alta statura e dall’aspetto imponente uscire da una bella casa e gettarsi sulla strada davanti al corteo; costei portava una giovinetta per la mano. Era Serafia, moglie di Sirach, membro del Consiglio del tempio; in seguito all’avvenimento di questo giorno fu chiamata Veronica da vera icon (vero ritratto). Serafia aveva preparato un eccellente vino aromatico col pio desiderio di farlo bere al Signore sulla via del Dolore. L’avevo vista correre ai lati del corteo, a fianco dei soldati, teneva per mano la figlia adottiva di circa nove anni. Siccome non le era stato possibile aprirsi un varco attraverso la folla e le guardie per raggiungere il Redentore, la donna era ritornata vicino a casa sua per attendervi il passaggio del corteo. Appena lo vide avanzò velata, andando incontro a Gesù, portava un velo di lino sospeso alle sue spalle; la fanciulla si teneva stretta vicino a lei e portava un vaso chiuso pieno di vino aromatico. Esaltata dall’amore e dalla compassione, Serafia, con la fanciulla che si teneva attaccata alla sua veste, riuscì ad aprirsi un passaggio attraverso i soldati e i carnefici, giungendo sino a Gesù. E, cadendogli davanti in ginocchio, gli spiegò il velo davanti al volto, dicendo agli altri: "Lasciatemi asciugare il volto del mio Signore". Gesù prese il velo con la mano sinistra e lo applicò al suo volto insanguinato, poi, appoggiandolo alla mano destra che teneva il capo della croce, strinse il lino tra le sue mani e lo rese ringraziando. Dopo aver baciato il velo, Serafia se lo mise sotto il manto e si rialzò. La bambina levò allora timidamente il vaso di vino verso Gesù, ma i soldati e i carnefici non permisero che Egli si dissetasse. Il popolo fu presto in tumulto di fronte all’ardire di questo improvviso omaggio. I farisei e i carnefici, irritati per questo pubblico omaggio reso al Salvatore, si misero a colpire e a maltrattare Gesù, mentre Veronica rientrava in fretta nella sua casa. Appena rientrata nella sua camera, ella stese il velo sul tavolo e svenne; la bimba si inginocchiò vicino a lei singhiozzando. Un conoscente, che era andato a visitarla, la trovò in questo modo vicino al panno insanguinato di Gesù, sul quale era rimasta impressa in modo meraviglioso l’immagine del suo sacro Volto. Veronica appese il Sudano al capezzale del suo letto. Dopo la sua morte, questo fu passato dalle pie donne alla Santa Vergine e poi alla Chiesa degli Apostoli. Serafia nacque a Gerusalemme ed era cugina di Giovanni Battista. Aveva relazioni di parentela col vecchio Simeone e fu compagna dei suoi figli fin dalla sua giovinezza. La pia donna aveva pure assistito alle nozze della Santa Vergine con San Giuseppe. Quando Gesù insegnava al tempio, Serafia gli mandava il nutrimento in un piccolo albergo nei pressi di Gerusalemme. I proprietari erano anziani Esseni e conoscevano la Santa Famiglia. L’albergatrice era parente di Giovanna Cusa e quest’alloggio era in effetti una fondazione per i poveri: Gesù e i discepoli vi dimoravano di sovente. Serafia si sposò tardi; suo marito, Sirach, discendeva dalla casta Susanna ed era membro del Consiglio del tempio. Poiché in principio egli era molto contrario a Gesù, la sua consorte ebbe molto a soffrire. Qualche volta il marito la chiudeva perfino in una cantina per non farla uscire. Solo tempo dopo Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo lo convinsero ad altri pensieri, egli promise allora a Serafia di seguire Gesù. Durante il giudizio in casa di Caifa, Sirach ebbe perfino il coraggio di dichiararsi per Gesù, con Giuseppe e Nicodemo, e perciò si separò come loro dal Sinedrio. Serafia era una donna alta e ancora bella, doveva avere più di cinquant’anni al tempo in cui Gesù fu crocifisso. Durante l’entrata trionfale della Domenica delle Palme, la vidi togliersi il velo e stenderlo sulla strada sulla quale passava il Salvatore.

Fu questo stesso velo che ella porse a Gesù durante il triste cammino, che diede a costei il nome glorioso di Veronica e che riceve ancor oggi i pubblici omaggi della Chiesa di Cristo.

Aggiungiamo qui alcuni particolari su Santa Veronica, rivelati da Suor Emmerick il giorno che il "pellegrino" le fece toccare le reliquie di questa Santa.Il 2 agosto ebbi una visione particolare: era il terzo anno dopo l’Ascensione di Cristo, vidi l’imperatore romano mandare qualcuno a Gerusalemme per raccogliere informazioni intorno alla morte e alla risurrezione di Gesù. Quando l’informatore dell’imperatore fu di ritorno a Roma, condusse con lui Nicodemo, Serafia e il discepolo Epatras, parente di Giovanna Cusa. Vidi Veronica presso l’imperatore ammalato; il suo letto era elevato su due gradini, una gran tenda pendeva fino a terra. Nella camera quadrata, non molto grande1 non vi erano finestre, la luce proveniva dall’alto e per mezzo di lunghi cordoni si potevano aprire e chiudere le imposte. Nella stanza l’imperatore era solo, i suoi familiari si trovavano nell’anticamera. Vidi Veronica che aveva con sé oltre al Sudario, anche un lenzuolo di Gesù. La santa donna spiegò il velo davanti all’imperatore, una striscia di stoffa lunga e stretta che ella aveva prima portato sulla testa e mtorno al collo. L’impronta del Volto di Gesù, impresso dal sangue, si trovava ad un’estremità, e quand’ella la presentò all’imperatore, prese con la mano destra l’altra estremità del Sudario. In questo modo l’imperatore vide l’impronta di tutto il Santo Volto del Salvatore. Sul lenzuolo invece vi era l’impronta del Santo Corpo flagellato di Gesù. Credo che fosse un lenzuolo di quelli inviati da Claudia, sui quali il Signore era stato adagiato per essere lavato prima di dargli sepoltura. Nonostante non avessi visto l’imperatore toccare quelle stoffe, guarì solo alla loro vista. Allora egli volle intrattenere Veronica a Roma e darle una casa con gli schiavi, ma compresi che lei domandò il permesso di ritornare a Gerusalemme per morire nello stesso luogo di Gesù. Vi ritornò infatti: era il tempo della persecuzione contro i Cristiani che ridusse alla miseria e all’esilio Lazzaro e le sue sorelle. Veronica fuggì con altre donne, fu presa e chiusa in una prigione dove morì di fame con il nome di Gesù sulle labbra; il Redentore a cui ella aveva tanto spesso dato il nutrimento terreno, l’aveva ricambiata nutrendola della sua Carne e del suo Sangue per la vita eterna. Dopo la morte di Veronica vidi il santo Sudano nelle mani delle pie donne, poi in quelle del discepolo Taddeo ad Edessa dove la santa reliquia operò molti miracoli. Lo vidi ancora a Costantinopoli, ed infine fu trasmesso dagli Apostoli alla Santa Chiesa. Ho creduto di vedere il santo Velo a Torino, città in cui si trova pure la Sindone del Salvatore. La storia di molte stoffe sacre si perde nella mia memoria e nelle mie visioni.

 

—-> Vai alla parte II 

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