L’isola dei bambini

 

L’ARCA DI NOE’

 

 

Tanto tempo fa tutti gli uomini della terra erano malvagi, facevano delle cose cattive e si facevano del male gli uni e gli altri.

Dio, vedendo che i loro desideri erano rivolti sempre al male, decise di fare venire un grande diluvio sulla terra in modo che tutti gli uomini malvagi perissero. Ma sulla terra, in un piccolo villaggio viveva un uomo molto buono,era sempre gentile con tutti, non si tirava mai indietro per aiutare chi era in difficoltà, e amava molto Dio. Quell’uomo si chiamava Noè. Dio vide che anche sua moglie e i suoi figli erano persone molto buone. Così, commosso dal loro cuore puro, decise che essi sarebbero sopravissuti al grande diluvio.

Un giorno, mentre Noè stava lavorando all’aperto, Dio gli apparve e gli disse “Noè, tu sei uomo giusto, voglio che tu costruisca una barca molto grande, un’Arca”,

“Una grande barca Signore??” gli rispose Noè stupito,

“Si Noè, voglio che tu costruisca un’Arca, deve essere molto grande, perché dovrà contenere tutte le specie di animali esistenti sulla Terra… Vedi, gli uomini sono molto cattivi su questa terra, perciò io manderò un diluvio, che laverà via dal mondo tutta la cattiveria che c’è. Ma tu e la tua famiglia siete persone molto buone, perciò vi voglio salvare. E voglio salvare anche tutti gli animali. Perciò tu costruirai un’Arca, in cui potrete rifugiarvi tutti quando il diluvio colpirà la terra”

Noè restò un po’ sorpreso da queste parole, e si meravigliò che Dio avesse scelto proprio lui, piccolo e semplice uomo, per compiere questo grande progetto. Ma Noè si fidava ciecamente di Dio, e disse “Va bene Signore, Tu sei tanto buono,farò come tu mi hai detto”. Dio gli sorrise, poi sparì. Noè corse subito in casa, tutto eccitato, ad annunciare alla sua famiglia quanto era appena avvenuto. Il giorno seguente lui e i suoi figli si misero subito all’opera: iniziarono a radunare tutta la legna e tutto quanto occorreva per fabbricare una barca solida e robusta, e iniziò a costruirla lì, in un grande prato accanto a casa sua. La gente che passava lo guardava storto e lo credeva matto, “povero Noè” diceva “ormai la vecchiaia gli ha dato alla testa, è impazzito!” oppure lo prendevano in giro. Ma Noè non diede bado alle loro chiacchere, per lui era molto più importante Dio.

Dopo giorni di lungo e duro lavoro, l’arca era quasi pronta. Noè aveva costruito un posto per ogni tipo di animale, ognuna con una propria riserva di cibo e con un giaciglio in cui dormire.                                               

                                          

                 

 

Un giorno Dio comandò agli animali di recarsi all’Arca. Arrivarono le rondini, i passeri, i corvi, le colombe… e Noè tutto felice li accolse nella sua Arca e li accompagnò nella zona a loro riservata. Arrivarono poi i leoni, le tigri, i leopardi, le pantere…ma non erano aggressivi, no, perché sapevano che Noè era buono, e Dio fece in modo che loro non facessero del male a nessuno. Arrivarono poi piano piano le tartarughe, le lumache, le farfalle, e poi ancora gli elefanti…e le giraffe, e gli orsi… E Noè fece loro da guida sistemandoli tutti al loro posto.

 

Dio, vedendo che ormai tutto era pronto disse a Noè: “Hai fatto davvero un bel lavoro Noè! Non avevo dubbi che l’avresti fatto. Bene, ora è giunto il momento che tu, tua moglie , i tuoi figli, e le mogli dei tuoi figli, entriate nell’Arca, perché presto verrà il diluvio”. Obbedienti, esse entrarono nell’Arca. E subito iniziò a  piovere sulla terra, piovve giorno e notte, per quaranta giorni e quaranta notti. L’acqua ricoprì tutta la terra, i fiumi strariparono e si riversarono sulle pianure e sulle montagne. Tutti gli uomini cattivi morirono.

 

 

Quando Noè vide che la pioggia era finita, e che l’acqua iniziava a ritirarsi, prese un corvo, e lo fece uscire dall’arca dicendogli “và, piccolo corvo, a dimmi se le acque si sono ritirate, se i prati sono rifioriti e se noi possiamo finalmente uscire”. Il covo andò, ma poco dopo ritornò: le acque coprivano ancora la terra. Qualche giorno dopo Noè prese una colomba, e le disse “piccola colombina, vai, e dimmi se le acque hanno liberato la terra”. La colomba partì. Il giorno dopo tornò e pose a Noè un rametto di olivo: Noè allora capì che l’acqua non ricopriva più la terra, e che tutti potevano finalmente uscire! Ma, prima di uscire, volle essere davvero sicuro che non avrebbero corso pericoli uscendo, così prese ancora la colomba dicendo “piccola colomba mia, vai, vola nel cielo, ti rimando sulla terra per sapere se è davvero sicura e se l’acqua non la sommerge più”. La colomba sbattendo le ali li alzò nel cielo. Noè la attese per qualche giono, ma la colomba non tornò più: comprese allora che era andata ad abitare sulla terra.

Noè aprì le porte dell’Arca facendo scendere tutti gli animali e tutta la sua famiglia. Guardò il mondo con occhi pieni di gioia: i fiori colorati, le foglioline delle piante…l’azzurro del cielo, il calore del sole sul suo viso… Il Signore disse a Noè che da quel momento sarebbe regnata la pace tra Lui e gli uomini, e a queste parole in cielo si disegnò un meraviglioso arco colorato: l’arcobaleno. “Ogni volta che vedrete questo arco nel cielo, ricordatevi di Me, e della mia promessa di Pace”. Noè e la sua famiglia con il cuore pieno di gioia rimasero a bocca aperta con lo sguardo all’insù a guardare quel meraviglioso arco colorato…
 

 

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