Storia

 

LA STORIA

 

  Medjugorje è un piccolo paese della Jugoslavia, situato nella regione della Bosnia-Erzegovina e appartenente alla  diocesi di  Mostar, da cui dista una ventina di chilometri. Dal 1892 Medjugorje è parrocchia francescana. Ai margini della pianura si erge la singolare chiesa con due campanili, costruita nel 1969.
“Medjugorje” significa “in mezzo ai monti”: il villaggio infatti è interamente circondato da colline; i due monti principali sono il Podbrdo e il Krizevac. Il Podbrdo è il luogo in cui apparve per la prima volta la Madonna, per questo vine anche chiamata “collina delle apparizioni”; in realtà “Podbrdo” non indica il nome della collina, ma la zona ad essa sottostante: il nome del monte è Crnica. Il Krizevac è un monte alto 520 m. In origine si chiamava Sipovac, poi cambiato in “Krizevac”, cioè “monte della croce”: sulla sua cima infatti gli abitanti di Medjugorje fecero ergere nel 1933 una croce in cemento alta 8,56 metri; l’ idea fu del parroco frà Bernardin Smoljan: in quell’anno il villaggio era stato soggetto a un’ondata di pioggie che minacciava di distruggere tutto il raccolto, si pensò allora di costruire questa croce come segno di fede e di amore per Gesù Cristo, liberatore da ogni male. Da allora non si abbatterono più piogge tali da distruggere il raccolto. Sulla croce ci sono incise queste parole: “A Gesù Cristo redentore dell’umanità, in segno di fede, amore e speranza in ricordo del 1900esimo anniversario della della Passione di Cristo”. In seguito la Madonna disse in uno dei suoi messaggi “La croce che avete costruito faceva parte di un piano divino”, e spesso ha invitato ad andare a pregare sotto quella croce. Su questo monte, duante i primi tempi delle apparizioni, si sono verificati alcuni segni prodigiosi: molti hanno visto la croce invasa da una luce splendere sulla cima del monte durante la notte; inoltre un giorno è successo che la croce sparisse e al suo posto apparisse la Madonna: a questo evento hanno assistito tutti i cittadini di Medjugorje. 
Medjugorje si presenta come un paese povero e semplice, la gente lavora i campi o pascola gli animali… Maria sceglie proprio questo piccolo e umile paese per comunicare il suo grande messaggio di pace… 

 

INIZIANO LE APPARIZIONI, IL PRIMO GIORNO…
 

 

È il pomeriggio di mercoledì 24 giugno 1981, nella mattinata aveva piovuto, ma ora il tempo è sereno. Ivanka Ivankovic (di 15 anni) e l’amica Mirjana Dragicevic (di 16 anni) passeggiano ai piedi del monte Podbrdo. È l’inizio dell’estate ed è da molto tempo che non si vedono. Con la scusa di andare a radunare alcune pecore disperse riescono a ritagliarsi un   po’ di tempo per stare da sole e per fumare di nascosto alcune sigarette. 
 

Ad un  certo punto, mentre stannochiacchierando e scherzando da amiche, Ivanka scorge una figura luminosa a circaduecento metri di distanza, che riconosce subito essere la Gospa (“Madonna” in lingua croata): «è la Gospa!» esclama, ma Mirjana non ci crede e, un po’ intimorita, non si volta neanche a guardare. Spaventate, le due ragazze rientrano al villaggio. 

Ma nonostante la paura, qualcosa le attira, e quello stesso pomeriggio verso le 18.00 decidono di tornare sulla collina. Con loro vanno anche Milka Pvlovic (una pastorella di 14 anni, sorella di Marija), l’amica Vicka Ivankovic (16 anni), Ivan Dragicevic (16 anni) e Ivan Ivankovic (20 anni). Arrivati in prossimità della collina vedono di nuovo quella figura luminosa. I due Ivan, presi dal timore, corrono via. Gli altri invece si fanno coraggio, e si avvicinano per vedere meglio quest’intrigante figura vestita di luce: è una donna giovane e bellissima, porta una corona di dodici stelle sulla testa e tiene dolcemente tra le braccia un bambino che guarda con amore. Fa segno di avvicinarsi, ma nessuno dei ragazzi ha il coraggio di farlo. 
Vicka la guarda per alcuni minuti, poi spaventata scappa a casa. Più tardi confessa: «Ero felice e nello stesso tempo spaventata. Avevo paura ma ero contenta. Arrivata a casa mi gettai sul divano e non finivo più di piangere». 
 

 

…IL SECONDO GIORNO…

  

 

«Se è la Gospa, può darsi che torni…» Dicevano tra loro le tre ragazze.
Al villaggio però tutti le prendevano in giro e non credevano a quanto raccontavano. La stessa Marija, grande amica di Mirjana e di Vicka e sorella di Milka, non ci credeva, ma si fece promettere che, se il giorno seguente sarebbe riapparsa la Madonna, la sarebbero venuta a chiamare, così sarebbe andata a vederla anche lei.
Così, il giorno seguente, Ivanka, Mirjana e Vicka si mettono in cammino. Arrivati ai piedi della collina, ecco che compare di nuovo quella bellissima signora! Vicka corre a chiamare l’amica Marija, come promesso. Con loro va anche il piccolo Jakov (10 anni) che si trovava in quel momento a casa di Marija . 

Arrivati al monte, tutti i ragazzi vedono la figura luminosa: si muove verso la cima della collina e invita i ragazzi a seguirla. I ragazzi salgono rapidamente lungo il pendio pieno di sassi e di cespugli spinosi. Giunti sulla cima la Signora si ferma: il suo lungo vestito è luminoso, di un colore grigio-argentato, i capelli neri e ondulati sotto il candido velo bianco, in testa una corona di dodici stelle che sembrano sospese senza un filo che le unisce tra loro, gli occhi azzurri, dolci e pieni d’amore.
I ragazzi cadono in ginocchio e recitano sette Padre Nostro, Ave Maria e Gloria. Anche “la bella Signora” prega con loro, ma non recita l’Ave Maria.
Finite le preghiere la Madonna li saluta dicendo “Sia lodato Gesù Cristo!”. 
Ivanka è la prima a parlare e chiede notizie della mamma, morta il mese prima: la Madonna le risponde dolcemente: «è felice e sta con me». Mirjana poi le chiede di lasciare un segno, cosi che gli abitanti del villaggio possano credere a quanto dicono. Ma la sua risposta è soltanto un sorriso.
Allora le chiede se tornerà di nuovo, e lei risponde di sì con un cenno del capo. Detto questo li saluta dicendo «Arrivederci, angeli miei!».

Il piccolo Jakov, terminata la visione, disse «Ora che ho visto la Madonna non mi dispiacerebbe nemmeno di morire!».
Tornati al paese, si accorsero che anche Ivan Dragicevic (lo stesso ragazzo che era con loro il giorno prima, e che era scappato dalla paura) si trovava con loro sulla collina al momento dell’apparizione (era infatti salito insieme a degli amici per un’altra strada) e che anche lui aveva rivisto la Madonna.
In questo giorno i ragazzi sentono per la prima volta la voce della Madonna e la descrivono “come una musica o come le campane che suonano a festa”.
 

 

 Ecco il gruppo di sei ragazzi al completo: Mirjana Dragicevic, Vicka Ivankovic, Ivanka Ivankovic, Ivan Dragicevic, Marija Pvlovic e il piccolo Jakov Colo.

 

 


…IL TERZO GIORNO…

 

Verso le 18.00 i sei ragazzi tornano verso il luogo dell’apparizione. 
Una grande folla, circa duemila o tremila persone, viene attirata sulla collina, dalla quale viene emanata una grande luce (è uno dei tanti eventi miracolosi che avvengono sulla collina durante i primi tempi delle apparizioni).
La Madonna appare ai ragazzi ai piedi del monte, e fa segno di seguirli fino alla cima. Vicka ha portato con sé una boccetta d’acqua benedetta, per provare che non si trattasse di un inganno diabolico:
«Se sei la Madonna, resta con noi, altrimenti vattene via!» dice, spargendo sulla Bella Signora l’acqua benedetta fino a svuotare la bottiglietta. La Madonna sorride e resta con loro. I ragazzi allora, insieme alla folla, iniziano a recitare il Rosario.
Poi Ivanka prende la parola e chiede: 
«Perché sei venuta qui e che cosa vuoi da noi? Non siamo migliori degli altri…»

«Perché qui ci sono buoni credenti. E perché vi convertiate e portiate il mio messaggio nel mondo» risponde la Madonna.
Molti nella folla vogliono un segno della sua presenza, e un signore vicino ai ragazzi suggerisce di chiederglielo alla Madonna, ma lei risponde «Beati quelli che credono senza vedere!».

Mirjana allora chiede alla Visione di dire il suo nome: «Sono la Beata Vergine Maria, la Regina della Pace» è la risposta. 
Prima di sparire la Madonna da appuntamento ai ragazzi per il giorno seguente, e li saluta dicendo «Pace, pace, pace! Riconciliatevi!». (esattamente dieci anni dopo questo messaggio scoppia la guerra).

Scendendo il monte, Marija vede di nuovo la Madonna: è accanto ad una croce e dice «Pace, pace, pace! Fate la pace con Dio e tra di voi!». (esattamente 10 anni dopo l’invocazione della Pace, lo stesso giorno, scoppia la guerra in Bosnia).

 

 

…IL QUARTO GIORNO…

 

 

Per i giovani ragazzi iniziano le prove. La folla li assedia e vogliono sapere ogni particolare. Si fa viva anche la polizia, che li interroga a lungo, arrivando a minacciarli, ad accusarli di andare contro la legge (il culto religioso era infatti permesso soltanto nelle chiese, e non all’aperto) e un poliziotto punta addirittura la pistola contro la giovane Vicka. La polizia ordina una visita medica immediata. 
I medici li visitano con cura, e, finito il loro lavoro, dichiarano che i ragazzi sono perfettamente sani. 
La gente però continua ad accusarli, vengono incolpati di essere dei bugiardi o dei drogati. Anche per le loro famiglie non è facile: si teme di perdere il lavoro, con conseguenze disastrose. 
I ragazzi vengono interrogati anche dai sacerdoti e dai francescani della loro parrocchia, che non sanno come comportarsi di fronte a quanto accaduto.

 Per fortuna, verso le 18.30 la Vergine riappare, portando la pace nei loro cuori ancora profondamente turbati dagli eventi della giornata. 
 Mirjana e Jakov le chiedono di lasciare un segno, cosi che anche la gente creda, ma lei risponde: «Angeli miei, ci furono sempre ingiustizie. Non abbiate paura di nulla!». 
Vicka, su richiesta di un padre francescano, le domanda:
«Che cosa ti aspetti dai sacerdoti?»
«Che preservino la fede e che proteggano quella degli altri» rispose. Detto questo scomparve. 
I ragazzi iniziarono a pregare e, poco dopo, la Madonna riapparve.
Vicka allora le chiese: «O Vergine, cosa vuoi da questo popolo?», la Madonna rispose «Che coloro che non vedono credano come quelli che vedono».

Terminata l’apparizione, Marinko, un meccanico del villaggio amico e sostenitore dei ragazzi, li aiuta e li protegge dalla folla incuriosita che li assale. Più tardi, si fa indicare il luogo esatto dell’apparizione e vi mette una pietra segnata con una croce bianca.

 

…IL QUINTO GIORNO…

 

 

I ragazzi vanno dal parroco del loro paese, padre Jozo Zovko, che li interroga  su quanto è avvenuto nei giorni precedenti. La sua posizione è molto indecisa, per lui è molto difficile credere che la Madonna possa apparire proprio nella sua parrocchia, e pensa che tutta questa storia sia un’opera dei comunisti per screditare la Chiesa. 
Egli invita quindi alla prudenza: «La Chiesa è severa in questa materia. Bisogna evitare qualsiasi precipitazione. Non appoggiamo ciecamente questi giovani». Ma la sua indecisione non ferma le quindicimila persone provenienti da tutta l’Erzegovina che in quel giorno invadono il villaggio fin dalle prime ore del mattino per radunarsi sulla collina delle
  apparizioni. All’apparizione assistono anche due francescani, contro il volere del parroco, muniti di macchina fotografica e registratore! 
Dopo aver pregato e cantato, ecco che la Madonna appare ai ragazzi:

«Che cosa vuoi da noi?»
«Che il popolo creda e preservi nella fede»
«Cosa ti aspetti dai nostri sacerdoti?»
«Che stiano saldi nella fede e vi aiutino»
«Perché non appari a tutti…nella chiesa?»
«Beati quelli che credono senza aver veduto!»
«Tornerai ancora?»
«Si, tornerò domani, sempre allo stesso posto»
«Preferisci la preghiera o i canti?»
«Tutti e due vanno bene»
«Vergine santa, cosa vuoi da tutte queste persone qui radunate?» A questa domanda la Vergine risponde sorridendo, poi scompare. Poco dopo però riappare, e Vicka le ripete la domanda, allora risponde «Devono credere come se avessero veduto», poi li salutò e scomparve. 
I ragazzi dissero che a un certo punto la Madonna si era mostrata triste: fu accertato che uno dei presenti aveva bestemmiato!

 

…IL SESTO GIORNO…

 
 

 

La polizia fa portare i ragazzi presso l’ospedale di Mostar per un esame psichiatrico. Vengono fatti aspettare in un corridoio che affianca da un lato i malati mentali, dall’altro l’obitorio aperto con i cadaveri in vista. Mirjana rimane molto impressionata, tanto che pensò di non tornare più sulla collina, ma poi si ricrede. L’esame psichiatrico ha come esito la conferma del totale equilibrio psichico dei ragazzi: la dottoressa che li esaminò ha dichiarato: «I pazzi sono coloro che vi hanno portato qui. Voi siete assolutamente normali!».

 

 Nel pomeriggio i ragazzi tornarono sul monte delle apparizioni, che trovarono affollato di gente, e la Madonna gli apparse immediatamente:
«Cara Madonna, sei contenta di vedere tanta gente oggi?» chiesero
«Sono più che contenta!» rispose con un sorriso guardando con amore la folla
«Fino a quando rimarrai con noi?» chiese Ivanka
«Fino a quando lo vorrete, angeli miei»
«Che cosa ti aspetti da tutte queste persone, venute fin qui nonostante i rovi e il caldo?»
«Che credano fortemente e non abbiano paura di nulla. C’è un solo Dio e una sola fede. Credete con fermezza e con fiducia.»
«Saremo capaci di sopportare le persecuzioni che ci vengono per causa di questi avvenimenti?»
«Lo sarete, angeli miei! Non abbiate paura, sopporterete tutto, dovete credere e avere fiducia in me»
All’apparizione era presente anche una dottoressa, Darinka Glamuzina, che domandò di poter toccare la Madonna: i ragazzi trasmisero la richiesta e la Vergine acconsentì, anche se disse di non volere questa mancanza di fede. I ragazzi accompagnarono la mano della dottoressa fino a toccare la spalla destra della Madonna. 
Darinka dirà più tardi a Ivanka: «In quel momento ho sentito un brivido lungo tutto il braccio…». 
Quel giorno nella folla c’era anche un bambino di tre anni, malato di setticemia fin dalla nascita e parzialmente paralitico: i genitori supplicano i ragazzi di chiedere la sua guarigione alla Madonna. I veggenti porsero la richiesta e lei rispose di pregare per la sua guarigione; durante la stessa estate il piccolo ritornò, camminando e parlando! È il primo di una serie di guarigioni che si moltiplicheranno: i registri parrocchiali ne contano fino al 1988 più di 300!
 

 

…IL SETTIMO GIORNO…

 

 

Nel primo pomeriggio, due giovani donne, Ljubica e Mirjana, contattate dalla polizia, propongono ai ragazzi di fare una gita, per distrarsi un po’ dagli interrogatori di quei giorni dicono, ma in realtà è una scusa per portarli il più lontano possibile dal monte delle apparizioni e mancare così all’appuntamento. La polizia infatti sospetta che si tratti di un complotto clerico-nazionalista.  I ragazzi, ignari dell’inganno, accettano con gioia (tranne Ivan che rimarrà al villaggio). 
Passano il pomeriggio divertendosi, mangiando dolci e succhi di frutta che gli vengono offerti, ma quando si accorgono
   che è tutta una manovra per distoglierli dall’incontro, protestano con incredibile energia: alle parole del piccolo Jakov che gridò «Se non vi fermate, mi getto dalla macchina!», le due donne sono costrette a fermare la macchina e a  lasciarli scendere. 
Si trovano a quattro chilometri dal monte. I ragazzi iniziano a correre, ma poi si arrestano vedendo la Madonna che gli viene incontro dalla collina su una nuvola, e iniziano a pregare e a cantare.

«Ti dispiace che non eravamo sulla collina?» chiesero
«Non fa niente» risponde la Madonna
«Ti dispiacerebbe se non tornassimo più sulla collina ma ti aspettassimo nella chiesa?» chiese Mirjana, perché la polizia gli proibiva l’accesso alla collina e minacciava le loro famiglie. La Madonna sembrò esitare, ma alla fine rispose: «Verrò a voi nella chiesa, sempre alla stessa ora.» e li salutò dicendo «Andate nella pace di Dio», poi scomparve verso la collina, guardando dolcemente la folla che si era raccolta sul monte.
Dopo l’apparizione, tornati al villaggio, il parroco li interroga a lungo, in canonica, di fronte a un registratore. Anche Ljubica e Mirjana sono presenti e si sentono turbate, perché avevano visto una luce durante l’apparizione della Madonna. Da quel giorno non collaborarono più con la polizia.

 

…L’OTTAVO GIORNO…

 

 

 In mattinata la polizia si reca a casa di Vicka, dove interrogano lei, Marija e Ivanka, e formulano il divieto assoluto di recarsi ancora sulla collina. 
Nel pomeriggio, poco prima dell’apparizione, la polizia offre alle tre ragazze un passaggio fino alla chiesa, che distava più di un chilometro. Ma giunti nei pressi della chiesa, il furgone della polizia non si ferma. Le ragazze protestano e danno calci e pugni alla porta del furgone. Ad un tratto il furgone scompare ai loro occhi, e appare Maria con la sua dolce luce che viene dal cielo. L’apparizione è molto breve, tanto che i conducenti del furgone non se ne accorgono nemmeno.
 

  


…IL NONO GIORNO…
 

 

 

La tensione cresce, la polizia controlla ogni movimento dei ragazzi. In questo giorno per la prima volta i ragazzi hanno l’apparizione nella canonica della chiesa. Dopo l’apparizione si recano in chiesa, dove si era radunata tutta la folla, e viene celebrata la messa. Fra Jozo Zovko propone di fare un digiuno a pane e acqua “per tre giorni, per essere illuminati”. A questa proposta la folla risponde entusiasta di volerlo fare. Durante la messa prende la parola anche il piccolo Jakov: la sua testa non sporge dall’altare, perché è ancora piccolo, ma la sua voce è ferma e decisa, e dice:
«Oggi ho chiesto alla Madonna di lasciarci un segno. Essa ha solo mosso la testa, così (gesto di affermazione con la testa) e poi è scomparsa. Prima di andarsene ci ha detto: “Arrivederci, angeli miei”. »

 

…IL DECIMO GIORNO…

 
 
Padre Jozo

 

In questo giorno, verso il tardo pomeriggio, padre Jozo Zovko si reca in chiesa per   pregare e chiedere al Signore di  aiutarlo a capire il significato di quanto stava  succedendo, se veramente Maria appariva nella sua parrocchia. 
Egli stesso racconta: «All’improvviso udii nella preghiera una voce che mi diceva “esci e proteggi i ragazzi!”, lasciai la Bibbia e il breviario, feci la genuflessione e aprii la porta. Avevo ancora la mano sulla maniglia quando vidi i ragazzi correre verso di me e dire “nascondici! La polizia ci insegue!”. Piangevano. Li condussi in canonica in una stanza inutilizzata (la terza a sinistra) poi uscii dalla canonica e chiusi la porta a chiave». Si recò poi in chiesa, dove improvvisamente entrò la polizia chiedendo se aveva visto i veggenti. A questa richiesta rispose di averli visti, e gli indicò con la mano una direzione: i poliziotti, per la fretta di correre dietro ai ragazzi abboccarono all’inganno, e si diressero verso la direzione indicatogli dal parroco. I ragazzi erano salvi. Padre Jozo afferma «veramente sono stato avvertito dal cielo. Ora ci credo!», in seguito sarà il più accanito difensore dei ragazzi. 
 Intanto, nella canonica, i ragazzi ancora pieni di paura ebbero la loro apparizione. La Madonna li consolò e li rincuorò dicendo loro «Non abbiate paura, avrete la forza di sopportare tutto con il mio aiuto! »

 

…I GIORNI SEGUENTI…

 

 

Padre Tomislav

I ragazzi continuano ad avere l’apparizione ogni giorno, verso le diciotto, in casa di uno o dell’altro, in campagna o in canonica.
Un giornola Madonna appare anche a padre Jozo, mentre era in chiesa che recitava un rosario insieme alla comunità. Quand vide la Vergine interreppe la sua preghiera e iniziò a cantare un canto di lode alla Madonna. Da quel giorno la sua predicazione diventa improvvisamente più forte e tonificante. 
La polizia, che aveva approvato la discrezione delle sue precedenti omelie, ora è preoccupata e inizia a seguire tutte le sue azioni e a registrare le sue prediche in cerca di un capo d’accusa. E lo trova: l’11 agosto in una predica padre Jozo dice “quarant’anni di deserto”, a queste parole la polizia pensa “sono esattamente quarant’anni che Tito ha preso il potere. La rivoluzione, quindi, sarebbe il deserto! È una predica sovversiva!”.
Il 17 agosto la polizia si reca in canonica e arresta padre Jozo. Inizia così un lungo processo. L’avvocato giustifica Padre Jozo, per quei “quarant’anni di deserto”, dicendo che parlava degli ebrei, guidati da Mosè verso la terra promessa, più di tremila anni fa, come racconta la Bibbia. Vengono però trovate altre imputazioni per giustificare il processo; il 22 ottobre, è condannato a tre anni e mezzo di carcere. Il carcere sarà un momemto molto duro: verrà minacciato più volte e dovrà soffrire molte sofferenze. Ma la sua fede non vacillerà. In prigione ebbe altre visioni della Madonna, e furono molti i segni della presenza della protezione di Maria. 
Verrà liberato, dopo un anno e mezzo, grazie alle 40.000 lettere scritte al presidente della repubblica.
Intanto, dopo il suo ’arresto, viene nominato un nuovo parroco a Medjugorje: Tomislav Vlasic (questo vice parroco guiderà per un periodo la parrocchia di Medjugorje molto bene, poi però fonderà una comunità basata su idee eretiche e si staccherà dalla Chiesa. Attualmente è stato sospeso dal Papa)

Da questo momento Tomislav diventa la mirabile guida spirituale dei veggenti e della parrocchia.
Dal 1985 al 1991 padre Jozo fu parroco a Tihalijna, un paese a pochi chilometri da Medjugorje. Dalla metà del 1991 fu spostato a  Sirokj Brijeg, presso il santuario della Madonna Assunta.

 

…DAL FEBBRAIO 1982 AL 1987…
 

 

Chiesa di Medjugorje

Dal 15 gennaio 1982 i ragazzi ebbero le apparizioni in un piccolo locale vicino alla chiesa, oggi noto come “la cappella delle apparizioni”. Nel marzo 1985 il vescovo proibì che le apparizioni avvenissero in chiesa: «I veggenti vedano dove vogliono, a casa loro o altrove, ma non nell’edificio della chiesa».
Questo creava un grave caso di coscienza per padre Tomislav Vlasic, perché lasciare i veggenti a casa loro significava lasciarli in balia della folla e della polizia. Le manifestazioni religiose fuori della chiesa avrebbero costituito una sfida aperta alla polizia. La soluzione a questo problema venne data dall’arcivescovo di Spalato, venuto in visita a Medjugorje nell’aprile del 1985. Egli propose di accogliere le apparizioni in canonica. E così fu. 
Quando la gente seppe che le apparizioni si erano spostate in canonica, molte persone si radunarono nel piazzale, nella speranza di vedere qualche segno o almeno di vedere i ragazzi entrare e uscire dalla stanzetta. 
Dal 1987 le apparizioni tornarono ad essere nella chiesa.

“Potete dire ‘io credo’ o ‘io non credo’ a Medjugorje, ma quando sarete davanti al Signore non potrete dire ‘io non sapevo’, perchè ora voi sapete tutto” (Mirjana) 

 

 

 

 

 

 

 


3 responses to “Storia

  • PIER GIUSEPPE MANZONI

    Palazzo Pignano 31 12 2012 1

    Carissimi.

    Grandi cose DIO FA PER LA NOSTRA SALVEZZA ,INVIDIO TUTTI E SEI I VEGGENTI NEL SENSO BUONO, PERCHE’ LORO L’ANNO VISTA, L’ANNO VISTA AMUOVERSI VEDERE IL SUO SPLENDIDO VOLTO, SENTIRE LA SUA VOCE. PARLARE CON ” LEI “,PURE IO, LO VISTA. ERA IL 2 NOVEMBREDEL 2007, ERO ANDATO AL CIMITERO DEL MIO PAESE,MENTRE ASSISTEVO AL SANTO RITO DELLA SANTA MESSA,MI SCAPPA L’OCCHIO ANSI TUT’E DUE SUL TETTO DELLA CAPPELLA CENTRALE DOVE IL PARROCO CELEBRAVA LA SANTA MESSA LA ” VERGINE MARIA ERA LA” CON LE BRACCIA APERTE ED ALLUNGATE VERSO DI NOI. IL SUO CORPO ERA UNA BIANCA NUVOLA, INCORNICIATA IN UN RETTANGOLO, COME IN UN QUADRO.PURTROPPO IL SUO VOLTO NON SI VEDEVA BENE, SEMBRAVA AVVOLTO COME IN UN VELO, MA TUTTA LA PERSONA LA SI VEDEVA BENISSIMO, SI VEDEVA IL LUNGO VESTITO, LA CINTURA AI FIANCHI COME LA SI VEDE NELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA,LA APPARIZIONE STETTE LA IN CELO PER TUTTA LA
    DURATA DELLA SANTA MESSA E ANCHE DOPO. questo splendido ricordo che porto da qualche anno loterrò per semprenel cuore e nell’anima. Ora posso morire perche l’ho vista pure io ora sò che la vra religione è la nostra, veramente non ho mai e poi mai dubitato della nostra SANTA RELIGIONE.NON HO DUBITATO, QUANDO STAVO NASCOSTO NELLA PANCIA DI MIA MAMMA,HO SEMPRE CREDUTO IN GESU’ NELLA SANTISSIMA TRINITA’ E IN MARIA E SAN GIUSEPPE.GRAZIE CON TUTTO IL CUORE E CON TUTTA L’ANIMA VOI. MI PERMETTO DI AUGURARVI UN FELICE E BEL ANNO NUOVO IN GESU’ E MARIA. VIVA VIVA VIVA GESU’ E MARIA.PACE E BENE A TUTTI VOI. UN GRANDISSIMO ABBRACCIO.

    Pier Giuseppe.

  • Diego

    Ho Madonna intercedi pere me e per tutti i bisognosi specialmente chi si trova nel tunnel e non riesce a trovare la via della luce.Diego

  • Annarita

    Io ci sono stata in pellegrinaggio questa estate e si tratta di u luogo meraviglioso dove la Mamma ti prende per mano e ti conduce per le Sue vie… stupendo… stupendo davvero!

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